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Passaparola: un’idea italiana per scatenarlo

Oggi i testimonial più efficaci non sono più sportivi, modelli o attori, ma gli utenti che hanno un’influenza sui social poiché sono in grado, più di ogni altro, di avviare il meccanismo del passaparola. A parlare è Fabrizio Perrone, 28 anni, napoletano,  ideatore con il suo team di Buzzoole: una piattaforma che promette, da un
Passaparola: un’idea italiana per scatenarlo Passaparola: un’idea italiana per scatenarlo

Oggi i testimonial più efficaci non sono più sportivi, modelli o attori, ma gli utenti che hanno un’influenza sui social poiché sono in grado, più di ogni altro, di avviare il meccanismo del passaparola.

A parlare è Fabrizio Perrone, 28 anni, napoletano,  ideatore con il suo team di Buzzoole: una piattaforma che promette, da un lato, di aiutare gli utenti a ottimizzare la loro influenza sui social media.  Dall’altro, di metterli in contatto con quei brand che sono alla ricerca di persone per potenziare la promozione sul web.

Buzzoole cerca di rispondere a un doppio bisogno. Quello degli utenti che vogliono trasformare la loro influenza in merce. E quello delle aziende che possono selezionare l’influenzatore di cui hanno più bisogno per le loro campagne di passaparola.

Con Buzzoole, Fabrizio e il suo team hanno fatto incetta di premi e riconoscimenti: selezionati da Microsoft per il programma di supporto alle startup Bizspark, finalisti di Uk-Italy Springboard e del WBF, tra i vincitori della Startcup di Registro.it e della Battaglia delle idee.

Tanti buoni propositi che hanno attirato la nostra curiosità: siamo andati da Fabrizio a fargli alcune domande.

Come funziona Buzzoole?

Gli utenti che si iscrivono hanno una serie di strumenti per rafforzare la loro influenza sul web: potranno capire, ad esempio, in quali argomenti sono più seguiti e come fare per allargare il loro network. Le aziende invece possono selezionare gli influencer della propria nicchia di mercato e inviare loro un’offerta (uno sconto su un prodotto, un invito a un evento di presentazione ecc.) per invitarli a far partire il passaparola dai loro profili social.

E voi cosa ci guadagnate?

Il brand paga la piattaforma solo sulla base del numero di post effettuati dagli utenti, sulla base cioè dell’influenza. Ciò permette anche a piccole aziende di investire anche poche centinaia di euro in campagne sul web, che richiedono oggi grosse cifre per essere avviate.

 Svelaci qualcosa sull’origine dell’idea…

L’ideazione nasce dalla mia precedente esperienza: nel 2008 ho fondato la mia prima startup, un’agenzia di unconventional marketing Fan Media. Lavorando nel settore del buzz marketing, mi sono reso conto che mancava un algoritmo che misurasse la qualità dell’influenza sui social media. L’americano Klout, che già esisteva, aveva il limite di misurare la popolarità e non l’effettiva influenza dell’utente. Allora ho pensato di creare qualcosa che superasse i limiti di Klout e che permettesse di sfruttare il passaparola sul web anche alle medie e piccole imprese con budget limitati a disposizione.

A cosa puntate?

Il nostro obiettivo è diventare il google adwords del buzz marketing, un tool che qualsiasi azienda può utilizzare nel momento in cui ha bisogno di generare passaparola per i suoi prodotti. Se riusciremo a fare questo, potremmo non avere limiti. Non ci sono limiti alla scalabilità del prodotto.

Qual è il vostro punto di forza?

Sicuramente il team. Gennaro Varriale, Luca Camillo, Luca Pignataro e Fabrizio Rinaldi, stanno tutti contribuendo in modo fantastico alla riuscita del progetto. Nella mia esperienza con gli investitori ho imparato, infatti, che sono molto più disposti a finanziare un’idea non eccezionale con un ottimo team alle spalle, che viceversa.  Una buona squadra fa sempre la differenza.

Il team alla base di un successo. Questo il pensiero di Fabrizio che condividiamo. Se ti interessano le dinamiche del lavoro di squadra e come migliorarle, puoi leggere“Imprenditività: 6 step per lavorare in team”

Giancarlo Donadio e Giuseppina Ocello

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