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Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro

Presentata a Milano la terza edizione dell’Italian Tech Landscape, lo studio realizzato da AltermAInd e La Tech Made in Italy, fondata da Max Brigida. Dal report emergono 9 unicorni italiani, startup valutate oltre un miliardo di euro.   Il settore tecnologico italiano accelera con decisione e supera nuovi traguardi economici e industriali. A Milano, nel
Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro
Presentata a Milano la terza edizione dell’Italian Tech Landscape, lo studio realizzato da AltermAInd e La Tech Made in Italy, fondata da

Max Brigida. Dal report emergono 9 unicorni italiani, startup valutate oltre un miliardo di euro.

 

Il settore tecnologico italiano accelera con decisione e supera nuovi traguardi economici e industriali. A Milano, nel corso dell’evento “The Year of Solidified Transformation”, è stata presentata la terza edizione dell’Italian Tech Landscape, lo studio realizzato da AltermAInd, partner tecnologico che ha contribuito all’analisi e alla valorizzazione dei dati, e La Tech Made in Italy, la realtà fondata da Max Brigida per rendere il Tech italiano visibile, riconoscibile e competitivo su scala globale.

Il report ha analizzato oltre mille soluzioni software nazionali, evidenziando un ecosistema sempre più competitivo a livello globale. I dati mostrano ricavi complessivi pari a 15.2 miliardi di euro, una crescita significativa delle aziende censite e l’emergere di nove unicorni italiani, segnale concreto della maturità raggiunta dal comparto e del suo ruolo strategico nello sviluppo economico del Paese.

Un settore in crescita trainato dall’innovazione

Il quadro delineato

dall’Italian Tech Landscape conferma un’espansione strutturale del Tech italiano. I ricavi complessivi raggiungono i 15,2 miliardi di euro, con una media di 9,2 milioni per soluzione e picchi che arrivano fino a 2,7 miliardi. L’impatto sul PIL nazionale si attesta allo 0,78%, mentre la produttività per addetto tocca i 215mila euro.

Tra i comparti più redditizi spicca l’intelligenza artificiale, che da sola genera 4 miliardi di euro, seguita dal software gestionale (3,1 miliardi) e dalle soluzioni HR (1,3 miliardi). A completare il quadro si inseriscono segmenti in forte crescita come Insurtech, Martech e DeepTech, a dimostrazione di una diversificazione sempre più marcata.

Max Brigida
«Il nostro Paese ha tutto il potenziale per diventare una potenza europea», ha dichiarato

Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy, sottolineando come il settore non rappresenti più una promessa, ma una realtà consolidata.

Geografia del valore: Lombardia in testa

Dal punto di vista territoriale, la leadership spetta alla

Lombardia, che concentra 7,3 miliardi di euro di fatturato e oltre 24mila addetti. Seguono il Piemonte con 3,7 miliardi e, a pari merito, Marche ed Emilia-Romagna con 1,1 miliardi ciascuna. Più distaccate Toscana, Veneto e Lazio, mentre il Sud resta ancora marginale, con Campania e Puglia sotto i 100 milioni.

Nel complesso, il settore impiega quasi 71mila persone, evidenziando una forte concentrazione nelle regioni del Nord. Questo squilibrio territoriale rappresenta una delle sfide principali per il futuro, insieme alla necessità di attrarre talenti e capitali su scala nazionale.

L’ascesa degli unicorni italiani

Come anticipato, uno degli elementi più rilevanti del report è

l’emersione di 9 unicorni italiani, startup valutate oltre un miliardo di euro. Queste realtà raggiungono una valutazione complessiva di 28,8 miliardi e generano ricavi pari a 5,67 miliardi, con una media di 630 milioni ciascuna.

Tra le aziende di punta figurano Bending Spoons (11 miliardi di valutazione), Technoprobe (7,9 miliardi) e Reply (2,4 miliardi), seguite da realtà come Satispay, Scalapay e Facile.it. Complessivamente impiegano oltre 23mila persone e sei di queste hanno sede a Milano. Parallelamente, cresce anche l’interesse di chi investe: nel 2025 il settore ha attratto 545 milioni di euro da fondi e venture capital, oltre a 39 milioni provenienti dal community funding.

Il numero di soluzioni tecnologiche censite è più che raddoppiato in un anno, passando da 456 a oltre mille. Un dato che testimonia la vitalità dell’ecosistema e la sua capacità di innovare rapidamente. Secondo Brigida, «prendere consapevolezza di questa realtà significa riconoscere il valore che il tech può generare per l’intero sistema Paese», non solo in termini economici, ma anche occupazionali e di attrattività globale.

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