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Da Parigi a Milano per insegnare inglese ai bambini con lo storytelling

Michela Macchi: editor, traduttrice e mamma (di due bambini bilingue). Nel 2013, mentre è Parigi (dove lavora il marito), inventa un metodo per insegnare le lingue ai bambini basato sullo storytelling e raccontato nel sito Atelierstorytime (http://atelierstorytime.com). Da inizio 2016, di ritorno a Milano, apre una sede “fisica”. Qual è il suo metodo? «È nato
Da Parigi a Milano per insegnare inglese ai bambini con lo storytelling Da Parigi a Milano per insegnare inglese ai bambini con lo storytelling

Michela Macchi: editor, traduttrice e mamma (di due bambini bilingue). Nel 2013, mentre è Parigi (dove lavora il marito), inventa un metodo per insegnare le lingue ai bambini basato sullo storytelling e raccontato nel sito Atelierstorytime (http://atelierstorytime.com). Da inizio 2016, di ritorno a Milano, apre una sede “fisica”.

Qual è il suo metodo? «È nato dall’esperienza con i miei figli, i nipoti a cui leggevo libri in francese e i bambini a cui ho insegnato a scuola. Il bilingue integra perfettamente più lingue perché non traduce mai. Così ho bandito, non appena possibile, le traduzioni. Faccio uso di supporti che suscitano l'interesse dei bambini: albi illustrati, ma anche cd, video, flash card, giochi di società e marionette, alternando momenti di gioco in gruppo a momenti di maggiore concentrazione su lavori individuali, come compilare o colorare delle schede».

Perché ha aperto da “indipendente”? «Ho scartato l’idea del franchising perché, pur avendo il vantaggio di accompagnarti, richiede di conformarsi a un format. Io amo invece essere libera di avvalermi di qualsiasi supporto. È proprio sperimentando che ho costruito il mio metodo. E non ho certo finito di imparare!»

Pro e contro di aprire da sola? «I vantaggi per me sono la libertà nell’insegnamento e quella di organizzarmi secondo i miei ritmi. Lo svantaggio è che bisogna essere disposti a fare tutto: dal marketing alle mansioni di segretaria, oltre all'insegnamento vero e proprio».

Che investimento ha sostenuto? «I miei investimenti si sono limitati a semplici lavori di ristrutturazione del locale e all’acquisto del mobilio e del materiale didattico».

Come si promuove? «Finora mi sono occupata da sola della promozione. Avendo lavorato in editoria, ho realizzato volantini, poster, dépliants e anche un video promozionale. Faccio pubblicità locale, distribuendo volantini in posti frequentati da mamme e bambini e in prossimità delle scuole. Per strutture piccole come la mia, anche il passaparola funziona molto bene».

A chi si rivolge? «Dai tre anni in su. Organizzo lezioni a piccoli gruppi e individuali. Le lezioni di gruppo costano 10 euro all’ora, quelle individuali 30».

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