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Anche Novara ha il suo fablab

I giovani riscoprono l’artigianato, la voglia di creare con le proprie mani. Nascono in tutt’Italia laboratori che offrono macchinari a chiunque voglia mettere a frutto l’inventiva e realizzare un prodotto. Li chiamano fablab, riprendendo una moda nata in America. L’ultimo è a Novara. Si chiama We Do Fablab e nasce a maggio dalla sinergia di
Anche Novara ha il suo fablab Anche Novara ha il suo fablab

I giovani riscoprono l’artigianato, la voglia di creare con le proprie mani. Nascono in tutt’Italia laboratori che offrono macchinari a chiunque voglia mettere a frutto l’inventiva e realizzare un prodotto. Li chiamano fablab, riprendendo una moda nata in America.

L’ultimo è a Novara. Si chiama We Do Fablab e nasce a maggio dalla sinergia di due associazioni del territorio “Occhi aperti” e “Per fare un tavolo”:

Il fablab è l’ultima tappa di un percorso. Con le nostre attività abbiamo finanziato giovani artisti del territorio.Poi ci siamo resi conto che le risorse economiche non bastavano. Serviva qualcosa di più: uno spazio per offrire attrezzature e per condividere competenze artigianali e digitali» spiega Assia Hassanein, 30 anni, tra i responsabili del progetto.

We Do Fablab è un capannone di 300mq. All’interno esistono diversi spazi: uno per la falegnameria, uno per la fabbricazione digitale, uno per la serigrafia e un ultimo per il coworking. A disposizione degli iscritti: stampanti 3D, schede Arduino, strumenti per il taglio laser, utensili per falegnameria, una macchina industriale per cucire i materiali pesanti.

E workshop: ogni mercoledì del mese si organizzano incontri formativi di argomenti vari: cucito creativo, come usare Arduino, creare un orto verticale...

Per realizzarlo, Assia e i suoi amici hanno investito 60-65 mila euro di cui una parte finanziata dalla provincia di Novara (10mila euro) e dalla Fondazione Mike Bongiorno (10mila euro). Le spese le pareggiano con le tessere degli iscritti (30 euro per sei mesi) e realizzando prodotti per privati:

Non abbiamo sovvenzioni. Le spese sono tutte a nostro carico. Per far quadrare i conti nei giorni in cui il fablab è chiuso al pubblico usiamo i macchinari per creare prototipi che rivendiamo ai privati della zona».

Quando le chiediamo perché ha deciso di aprire uno spazio simile Assia ci risponde:

Mi è sempre piaciuta l’idea di tante persone che mettono le loro competenze insieme per un obiettivo. Solo così si possono cambiare veramente le cose. Specie in tempi di crisi».

INFO: http://www.wedofablab.com/

Giancarlo Donadio

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