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Roberta inventa Il portapillole smart pensando a suo padre

23 anni, Roberta Musarò, studentessa di Giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli, è tra gli ideatori di Memio, un portapillole hitech che eroga le compresse prescritte nel momento in cui vanno assunte. Racconta la sua idea a Millionaire. Come è nata l’idea? «Ho fatto un corso all’università su come creare un business e si è
Roberta inventa Il portapillole smart pensando a suo padre Roberta inventa Il portapillole smart pensando a suo padre

23 anni, Roberta Musarò, studentessa di Giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli, è tra gli ideatori di Memio, un portapillole hitech che eroga le compresse prescritte nel momento in cui vanno assunte. Racconta la sua idea a Millionaire.

Come è nata l’idea? «Ho fatto un corso all’università su come creare un business e si è accesa la voglia di provare a fare qualcosa di mio. Ho incontrato Lorenzo Del Zozzo (uno dei cofounder, ndr). Nel frattempo mio padre è stato vittima di due attacchi ischemici transitori, il secondo sopraggiunto perché non riusciva a seguire in maniera puntuale le terapie farmacologiche. Ho capito che la cura della salute dei propri cari era una questione condivisa e ho inventato Memio».

Come funziona? «Si tratta di un portapillole che si controlla via App. La persona che si prende cura del malato programma la terapia. Un braccialetto avverte il paziente che si avvicina al portapillole che, automaticamente, eroga la compressa giusta».

Come l’hai trasformata in un business? «Abbiamo presentato la nostra idea a InnovAction Lab (competizione per startup, ndr). Lì abbiamo avuto l’opportunità di formarci, di completare il team (con l’altro cofounder, Manuel De Iuliis e Lorenzo Renzi). Abbiamo vinto la gara e siamo andati negli Stati Uniti per conoscere investitori come Brian Cohen, presidente di un gruppo di business angel di New York (www.newyorkangels.com). Un’esperienza che ci è servita a conoscere da vicino l’ecosistema delle startup negli Stati Uniti».

Investimenti? «Il prototipo è costato 1.000 euro, ci siamo autofinanziati».

Quando andrà sul mercato e come guadagnerete?

«Memio andrà sul mercato il prossimo anno a un prezzo di 150 euro. Il business è nei big data: raccoglieremo dati sui farmaci e pazienti e li venderemo, in forma anonima, alle multinazionali del settore».

L’ostacolo maggiore?

«Ottenere credibilità quando si è così giovani».

Cosa hai imparato dalla tua esperienza di startupper? «Che il mercato è fuori dalle pareti della tua stanza. Parla del tuo progetto con la gente, accetta suggerimenti. Se puoi viaggia, allarga i tuoi orizzonti».

INFO: http://memiopill.com

Questo è un estratto dell’articolo pubblicato su Millionaire di novembre 2015.

Giancarlo Donadio

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