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L'App del cibo che non si butta vince 100mila euro

Francesco Ardito ha inventato Last Minute Sotto Casa, l’App che mette in contatto piccoli negozio che a fine giornata hanno cibo fresco in eccedenza con i cittadini del quartiere. Ne abbiamo parlato tempo fa su Millionaire, ma oggi ha vinto 100 mila euro dal premio Edison Pulse, concorso per progetti sostenibili. «La molla è scattata
L'App del cibo che non si butta vince 100mila euro L'App del cibo che non si butta vince 100mila euro

Francesco Ardito ha inventato Last Minute Sotto Casa, l'App che mette in contatto piccoli negozio che a fine giornata hanno cibo fresco in eccedenza con i cittadini del quartiere. Ne abbiamo parlato tempo fa su Millionaire, ma oggi ha vinto 100 mila euro dal premio Edison Pulse, concorso per progetti sostenibili.

«La molla è scattata una sera di due anni fa: ero fermo al semaforo ho notato dieci brioche nella vetrina di un bar molto elegante. Sono sceso e ho chiesto: state per chiudere, dove finiranno queste brioche? “Una la mangio domattina, le altre le butto”, mi è stato risposto. Mi sono guardato intorno e nella via c’erano palazzi molto alti. Ho fatto un rapido calcolo: lì vivevano 3mila persone, e di queste almeno 2mila avevano uno smartphone acceso».

Come funziona l’App? «Il negoziante che a fine giornata si trova con prodotti freschi in eccedenza manda un messaggio in cui descrive quello che ha e a quanto lo vende. L’utente che si trova nelle vicinanze è avvertito con una notifica sul suo smartphone. Il collegamento tra i due soggetti avviene grazie a un meccanismo di geolocalizzazione. Connettendosi al sito o all’App, il negoziante inserisce il tipo di negozio e l’indirizzo. Il cliente inserisce una o più location (per esempio casa e lavoro), il tipo di negozi che vuole tracciare (per esempio può escludere i macellai se è vegetariano) e a che distanza dalla sua location vuole essere avvertito».

Come l’hai realizzata? «L’ho presentata all’incubatore del Politecnico di Torino, e il progetto è piaciuto: da un anno abbiamo un ufficio all’interno della struttura, e la possibilità di tessere contatti con aziende, finanziatori, esperti. Lo sviluppo del software è in India, il lavoro è coordinato da un ragazzo siciliano laureato al Politecnico di Torino. All’inizio di questa avventura, io e il mio socio Massimo Ivul abbiamo raccolto qualche decina di migliaia di euro da “amici e parenti”, ora siamo alla ricerca di investimenti più importanti per poter continuare».

Come si guadagna? «Da quest’estate attiveremo meccanismi premium: i negozianti che vorranno avere maggiore visibilità (vetrofanie, depliant, grembiule “non butto via il cibo”) potranno pagare una quota. Le altre due linee di revenue arriveranno da microbanner pubblicitari da posizionare sotto gli annunci e micropubblicità locali di esercizi commerciali anche non alimentari che propongono promozioni in zona».

Perché la vostra idea piace? «Perché è semplice, si comprende subito. E perché è un meccanismo win-win: tutti ne guadagnano. Il negoziante che vende le scorte, i cittadini che comprano a prezzi scontati, e l’ambiente. A Torino una tonnellata al mese di cibo non viene più buttata via. L’idea è talmente utile ed economica che hanno cominciato a chiamarci sindaci di tutta Italia. Abbiamo esteso il servizio ad Asti, Pavia, Genova, Como, Napoli, Palermo, Catania, Messina».

INFO: www.lastminutesottocasa.it

Tiziana Tripepi

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