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La Silicon Valley torna in borsa

Dall’epicentro dell’innovazione mondiale, la Silicon Valley, emergono segnali positivi per il settore delle startup. Come riporta il Financial Times, diverse aziende stanno infatti valutando la prospettiva di entrare in borsa, dopo un prolungato periodo di incertezza.  Negli ultimi dodici mesi, un marcato ritiro degli investitori privati ha suscitato una maggiore urgenza di cercare fonti alternative
La Silicon Valley torna in borsa La Silicon Valley torna in borsa

Dall'epicentro dell'innovazione mondiale, la Silicon Valley, emergono segnali positivi per il settore delle startup. Come riporta il Financial Times, diverse aziende stanno infatti valutando la prospettiva di entrare in borsa, dopo un prolungato periodo di incertezza. 

Negli ultimi dodici mesi, un marcato ritiro degli investitori privati ha suscitato una maggiore urgenza di cercare fonti alternative di finanziamento. Questo è corroborato dai dati: nei primi sei mesi dell'anno corrente, il flusso di capitale di rischio negli USA ha subito una contrazione del 59% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Ancora più drastico è il calo delle ‘exit’ sostenute da fondi di venture capital che hanno registrato una diminuzione dell'79%.

Molti investitori guardano ora con molta attenzione ad alcuni potenziali quotazioni, in particolare guardano verso importanti piattaforme di social media come Reddit e Discord, come verso l'agenzia di viaggi Navan. Queste aziende avevano in precedenza contemplato una IPO tra il 2021 e il 2022, ma le fluttuazioni avverse dei mercati hanno imposto una revisione dei loro piani.

Un altro esempio emblematico è l'app di noleggio auto Turo che, nonostante i contrattempi, ha recentemente aggiornato la sua documentazione IPO, ribadendo la sua intenzione di quotarsi, un impegno preso originariamente nel 2021. Allo stesso modo, Klaviyo, azienda leader nell'automazione dei dati e valutata $9,5 miliardi, ha compiuto passi concreti per quotarsi a New York.

In questo contesto, l'importanza di avere accesso a capitale fresco e di creare opportunità di exit sul mercato azionario diventa fondamentale. La liquidità proveniente da questi canali può fungere da catalizzatore per la crescita, l'espansione e l'innovazione. E possibilmente verso la ripresa degli investimenti dei Venture Capital negli USA come in Europa; investimenti che negli ultimi mesi avevano registrato una brusca frenata.

Anche alcuni ‘giganti’ come Instacart, Databricks e Socure, che operano nel settore tecnologico, stanno seriamente valutando l'idea di debuttare in borsa. Instacart potrebbe persino precedere gli altri, programmando una IPO entro la fine dell'anno, come sottolineato da fonti interne all’azienda. 

Le aspettative sono alte anche per altre imprese. La recente e straordinaria IPO di Arm, che rappresenta uno dei primi tentativi di una grande azienda tecnologica di quotarsi dopo una pausa di 18 mesi, sta attirando molta attenzione. Questo, in un momento in cui il Nasdaq ha riguadagnato la fiducia, recuperando gran parte delle perdite subite nell'anno precedente.

Databricks, che ha recentemente compiuto acquisizioni significative, e Socure, valutata $4,5 miliardi, sono fortemente propense all'IPO. Quest'ultima ha persino ottenuto un sostanzioso finanziamento da JPMorgan e sta organizzandosi con una squadra esperta per un'eventuale IPO.

Tuttavia, non tutte le società sono pronte a fare il grande salto. Stripe, per esempio, nonostante le voci di corridoio, sembra non essere interessata a un debutto borsistico nell'immediato futuro, avendo raccolto ingenti somme tramite vendite private.

Le prossime settimane potrebbero fornire una panoramica più dettagliata sulle intenzioni delle aziende e sullo stato d'animo del mercato, è indubbio che l'accesso a capitali freschi e le opportunità di exit sul mercato azionario siano di vitale importanza per la sostenibilità e la crescita del settore delle startup.

Una ripresa degli investimenti nel settore oltreoceano e sui mercati principali europei, come Londra, darebbe maggiore confidenza anche al mercato interno italiano, per quanto ancora estremamente piccolo e con pochissime società che guardano ai mercati finanziari per le loro exit o approvvigionamento di liquidità per sostenere la crescita. Per il momento molti operatori stanno a guardare, nella speranza che il mercato finanziario torni a sostenere l’innovazione e quindi l’ecosistema delle startup, anche in Italia.

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