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Imparare dagli errori altrui negli affari

Un 37enne di Torino è stato arrestato dalla Guardia di Finanza perché vendeva oggetti falsi attribuendoli ai più svariati vip, tra cui anche il Papa. Aveva messo in vendita un anello e uno zucchetto indossati (e santificati) da Papa Francesco. E non è tutto qui, perché la vendita veniva effettuata attraverso un’identità falsa, nella fattispecie
Imparare dagli errori altrui negli affari Imparare dagli errori altrui negli affari

Un 37enne di Torino è stato arrestato dalla Guardia di Finanza perché vendeva oggetti falsi attribuendoli ai più svariati vip, tra cui anche il Papa. Aveva messo in vendita un anello e uno zucchetto indossati (e santificati) da Papa Francesco. E non è tutto qui, perché la vendita veniva effettuata attraverso un’identità falsa, nella fattispecie a nome di una persona deceduta, cosa che ha fatto subito stranire le autorità, sono partite le indagini, ed ecco che un’ottima startup è stata stroncata sul nascere. Ci aveva già alzato circa 100.000 euro, ma è stato poco accorto, e l’hanno beccato. Ora, per il nostro business, cosa possiamo imparare dagli errori di questo maldestro furbacchione?

Prima di tutto bisogna evitare l’eccessiva diversificazione, e specializzarsi in un settore preciso

Non puoi possedere e vendere tutti i gadget di tutti i vip, dai, non è credibile: devi sceglierne uno e concentrarti su quello. Il Papa? Benissimo, focus sul Papa, devi posizionarti come il più affidabile rivenditore di gadget del Papa. Devi darti un’identità da appassionato di cose sacre, un nerd del settore, devi sembrare una persona seria, uno che ci tiene.

L’ideale sarebbe la storia di un convertito: devi dire che in passato eri uno che viveva una vita dissoluta, un vero peccatore, ma poi un giorno, toccando un paio di pantofole usate dal Papa, hai avuto una visione, un’epifania, e ora hai consacrato la tua vita a questa missione, a far provare la stessa esperienza ai miscredenti vendendo loro autentici gadget del Papa. Con una storia come questa potrai vendere… toh, la matita spuntata del Papa a 5000€, e nessuno dubiterà di te. Gli sbirri non avranno motivi per venire a cercarti. Insomma, non è che il branding esista così, come hobby: è una cosa seria. Serve a dare credibilità a chi non ne ha.

Poi bisogna fare attenzione anche al mezzo utilizzato

Questo tizio che hanno arrestato metteva in vendita oggetti prestigiosi su vari siti di ecommerce, i più comuni, i più visitati. Pescando nella massa di utenti qualche gonzo potrai pure fregarlo, ma così quanto può durare il giochino? Dopo qualche vendita dovrai sparire dalla circolazione, altrimenti ti beccheranno, e il business finirà subito (certo, puoi anche continuare a vendere, ma appunto poi ti arresteranno, e il business finirà comunque).

Al nostro sfortunato eroe sarebbe bastato usare i primi guadagni per strutturarsi e mettersi al riparo dai problemi, magari tirando dentro un socio con i contatti giusti. Io in questi casi consiglio un avvocato intrallazzone, intestatario di qualcosa di quasi sacro, che so, un’agenzia viaggi per turismo religioso, un dormitorio per pellegrini, un ospizio che nel nome ha qualche angelo o arcangelo, una cosa tranquilla e rispettabile. Si fa un ecommerce a nome della struttura, si devolvono i soldi delle vendite in beneficenza a un prestanome (anche lui dal nome rispettabile), e la cosa fa già tutta un’altra impressione. Tanto all’inizio non si guadagna: si investe.

Infine, la coerenza

Quanti anelli del Papa potrai mai vendere? Uno, massimo due, e a un prezzone! Non riesci a piazzarli? Non importa, stando lì a quel prezzo ti rendono prestigioso, aiutano comunque a tenere su la messa in scena. Se hai troppi anelli del Papa da vendere, o se li vendi a due spicci, puzzi subito di losco.

Lo zucchetto è già diverso, puoi metterne in vendita anche una dozzina, ma non troppi. La disponibilità limitata ti consente di essere più credibile, e anche di alzare i prezzi. Per il resto, il grosso delle vendite le farai con gli oggetti coerentemente più probabili: penne stilografiche usate dal Papa, sottobicchieri del Papa, spazzolino da denti del Papa, bottiglietta vuota del balsamo anticaduta del Papa. Qui puoi abbondare in sicurezza. Con delle accortezze di questo tipo, che sono proprio il minimo indispensabile, le autorità non si metteranno sulle tue tracce, almeno non subito. Prima degli sbirri, semmai, arriveranno altre autorità: quelle del Vaticano, che si fingeranno indignate e pronte a rovinarti la vita per il tuo commercio truffaldino e irrispettoso.

A questo punto tu, che devi essere organizzato anche e soprattutto per questa eventualità, manterrai la calma di un santo e mostrerai loro i libri contabili, gli utili, la crescita del business nell’ultimo anno, offrendogli il 40%. Loro ribatteranno “Ma come si permette? Cos’è, vuole corromperci? Guardi, non se ne parla proprio: almeno il 50%!”. E tu glielo darai. A questo punto diventerai – in piena onestà e legalità – il rivenditore ufficiale dei gadget del Papa, e sarai a capo di una multinazionale fantamiliardaria. Eterna.

Così si lavora.

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