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La piattaforma di crowdfunding "Produzione dal Basso" sospende l'utilizzo dell'AI

Nel mese di marzo la piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal basso” aveva annunciato di aver inserito nei propri sistemi l’AI. Una novità assoluta che poneva la piattaforma, dedicata alla racconta fondi destinate al terzo settore, all’avanguardia. Alla luce dei recenti eventi e la conseguente sospensione del servizio di ChatGPT in Italia,  Produzioni dal basso  ha deciso la
La piattaforma di crowdfunding "Produzione dal Basso" sospende l'utilizzo dell'AI La piattaforma di crowdfunding "Produzione dal Basso" sospende l'utilizzo dell'AI
Nel mese di marzo la piattaforma di crowdfunding "Produzioni dal basso" aveva annunciato di aver inserito nei propri sistemi l'AI. Una novità assoluta che poneva la piattaforma, dedicata alla racconta fondi destinate al terzo settore, all'avanguardia. Alla luce dei recenti eventi e la conseguente sospensione del servizio di ChatGPT in Italia,  Produzioni dal basso  ha deciso la temporanea interruzione dell’upgrade AI, almeno fin quando non ci saranno aggiornamenti da parte del Garante della Privacy. Ma facciamo un passo indietro di qualche settimana e partiamo dalle dichiarazioni di Angelo Rindone, Fondatore e Ceo di FolkFunding srl, la società che gestisce Produzioni dal basso:“Sostenibilità e innovazione possono andare a braccetto. Metteremo a disposizione dei nostri utenti non una chat, ma un sistema che parte da informazioni inserite dai progettisti per elaborare un output personalizzato e professionale. Abbiamo deciso di non includere la chat, in quanto sarebbe dispersiva e non potrebbe contenere tutte le informazioni corrette. Strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT sono potenti e interessanti, ma non sanno tutto e se usati male, possono essere anche pericolosi.”

La novità

La novità proposta riguarderebbe infatti un’intelligenza artificiale che funzioni da manager virtuale e che accompagni chi vuole lanciare una nuova campagna di raccolta fondi, nella definizione di tutti gli asset e i documenti necessari per avviare la raccolta. In questo modo, l’azienda può così automatizzare il processo di accompagnamento del cliente, offrendo il servizio gratuitamente. Grazie a uno speciale algoritmo combinato con l’uso di dati e statistiche, la piattaforma è in grado di utilizzare le informazioni del progetto per elaborare una proposta personalizzata e completa, per la realizzazione di una campagna. Attraverso 6 semplici domande infatti, il sistema sarebbe in grado di elaborare un report completo, includendo idee per il titolo della campagna, suggerimenti utili su comunicazione, target e addirittura un piano editoriale completo. Dal 2005, la piattaforma di crowdfunding ha raggiunto oltre 412 mila utenti e oltre 23 milioni di fondi raccolti. Questo è stato possibile proprio grazie alla vision e agli obiettivi chiari e trasparenti, che hanno permesso di puntare sempre più sull’innovazione tecnologica, introducendo nuovi asset, come lo strumento per l’analisi dei dati (Data Crowd) e l’inserimento in piattaforma degli obiettivi di sostenibilità SDGs 2030. L’ultima novità è invece (o sarebbe stata) quella del Virtual Manager: “si stratta di una prima versione Beta a cui seguiranno versioni più complete e raffinate – spiega il Founder -. Ci stiamo già lavorando, pensando a diversi modi per sfruttare questa tecnologia. Vogliamo offrire strumenti completi che andranno dalla progettazione, alla fase di fundraising, con la lettura in tempo reale dell’andamento della campagna di raccolta fondi, fino alla generazione di un report di impatto dell’iniziativa proposta.”

La dichiarazione del Founder dopo la sospensione di ChatGPT

In attesa che la situazione si chiarisca e che ChatGPT possa riprendere il suo servizio in Italia, anche Produzioni dal basso ha dovuto quindi sospendere questa sperimentazione, mentre la piattaforma continua tranquillamente le sue attività, peraltro con grande successo. Abbiamo contattato il Founder e Ceo, Angelo Rindone, per un suo commento e ci ha prontamente risposto:"In realtà eravamo in compliance con una doppia informativa, ma il nostro DPO (Data Protection Officer) ci ha consigliato per prudenza di mettere comunque in standby il servizio in attesa di comunicazioni ulteriori. Siamo però fiduciosi di poter tornare live a breve." Tutto dovrebbe risolversi, quindi, in poche settimane, ma certamente la decisione del Garante, corretta o meno che sia, ha impattato su diverse attività che, legittimamente e in pieno rispetto della normativa vigente, stavano già offrendo servizi innovativi grazie all'AI.

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