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BISS, l’azienda biotech italiana innovativa

ChemoMaker il robot che sostituisce i sistemi di vecchia generazione negli ospedali italiani come quello di Genova San martino, Trieste e Cremona   Da Trieste arriva un’invenzione interamente italiana, che punta a rivoluzionare la preparazione delle cure chemioterapiche. L’inventrice si chiama Biovalley System Solution S.r.l. detta anche BISS ed è una startup che attraverso il
BISS, l’azienda biotech italiana innovativa BISS, l’azienda biotech italiana innovativa

ChemoMaker il robot che sostituisce i sistemi di vecchia generazione negli ospedali italiani come quello di Genova San martino, Trieste e Cremona

Da Trieste arriva un'invenzione interamente italiana, che punta a rivoluzionare la preparazione delle cure chemioterapiche. L’inventrice si chiama Biovalley System Solution S.r.l. detta anche BISS ed è una startup che attraverso il proprio sistema innovativo, “ChemoMaker” rende possibile l’automatizzazione di processi ospedalieri come la preparazione di farmaci antitumorali, consentendo di superare le difficoltà connesse alla preparazione manuale. 

BISS, origini e aspirazioni

Nata solo nell’agosto 2022, Biovalley System Solution possiede già quattro brevetti approvati. Studi e ricerche che hanno dato vita a ChemoMaker, un robot grande quanto una scatola che punta a sostituire gli attuali strumenti che arrivano ad occupare un’intera stanza. L’ottimizzazione degli spazi però, non è l’unica caratteristica di ChemoMaker, il quale risulta essere fino a due volte più veloce e quattro volte più preciso rispetto ai sistemi automatici di vecchia generazione, riducendo così sia lo spazio per l’installazione, ma anche i rischi professionali per gli operatori addetti alla preparazione, il costo sanitario e i possibili errori umani nella preparazione delle terapie. 

Grazie alla stretta collaborazione di Biovalley Group S.p.A., l’azienda è riuscita in poco tempo ad effettuare azioni fondamentali, come l’individuazione dei fornitori chiave, sia per le attività distributive che commerciali. Sono già tre al momento gli ospedali in Italia che hanno adottato il nuovo sistema (Genova s. Martino, Trieste e Cremona) oltre ai numerosi accordi di distribuzione presi con altri Paesi europei ed extra-europei tra cui: Svizzera, Serbia, Turchia, Azerbaijan, Uzbekistan, Kazakhstan, Turkmenistan, Kyrgyzstan, Tajikistan. Tra gli ultimi sviluppi dell’azienda, troviamo inoltre una campagna di crowdfunding avviata per raccogliere circa 500mila euro, con l’obiettivo di approfondire le ricerche per la finalizzazione dei trials clinici e l’industrializzazione del bio-nanosensore presente all’interno del sistema. 

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