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2013, l’anno delle startup innovative?

Sono 1456 nell’anno che sta per concludersi le imprese italiane che si sono iscritte al registro delle startup innovative per godere dei benefici del decreto Crescita 2.0 (dati Camera di commercio) Come sono divise sul territorio nazionale? Al primo posto c’è la Lombardia (299). Seguono Emilia Romagna (162), Lazio (145), Veneto (127), Piemonte (118), Toscana
2013, l’anno delle startup innovative? 2013, l’anno delle startup innovative?

Sono 1456 nell’anno che sta per concludersi le imprese italiane che si sono iscritte al registro delle startup innovative per godere dei benefici del decreto Crescita 2.0 (dati Camera di commercio)

Come sono divise sul territorio nazionale? Al primo posto c’è la Lombardia (299). Seguono Emilia Romagna (162), Lazio (145), Veneto (127), Piemonte (118), Toscana (103), Trentino (73), Marche (71), Campania (65), Puglia (62), Friuli Venezia Giulia (55), Sicilia (41), Sardegna (38), Liguria (24). Concludono la classifica Abruzzo (20), Umbria (17), Basilicata (8), Valle d’Aosta (5).

Andando più nel dettaglio la città con più imprese innovative è Milano (184) che precede Roma (126) e Torino (86). Nel sud si distingue Napoli (31). Fanalino di coda Modena con 21.

Quali invece i settori nei quali gli startupper innovativi investono di più? Il 78% nei servizi, il 20% nell’energia, il 18% industria e artigianato, il 3,5 % nel commercio, lo 0,3 nel turismo e, infine, lo 0,2 nel turismo e pesca. Qui puoi guardare l’infografica con tutti i dati, elaborata da RnDlab

Al di là dei dati, il 2013 è un anno da ricordare per l’ecosistema startup del nostro Paese. Oltre al Decreto che abbiamo citato, che ha dato una definizione giuridica alla categoria, c’è stato anche il regolamento sull’equity crowdfunding (ne parliamo qui, primo Paese a regolamentarlo).

E più di un successo internazionale: la Eos startup medica ceduta all’americano Clovis per 500 milioni di dollari. Musixmatch, app italiana sulla musica (ne parliamo qui) inserita da Apple nelle migliori applicazioni e GoPago, startup italiana che semplifica i pagamenti, acquistata da Amazon (ne parliamo qui), per citare i casi più clamorosi.

Dobbiamo accontentarci? Certo che no, c’è ancora tanto da fare! Ma non c’è dubbio che qualcosa inizia a muoversi anche nel nostro Paese.

Redazione

(Fonte foto utente flickr ebayink)

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