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Victorinox: il coltellino svizzero fedele (e di successo) nei secoli

«Benessere dei dipendenti, soddisfazione dei clienti e qualità del prodotto. Mio padre mi ha insegnato che puntando su questi tre elementi, poche cose possono andare male». La frase appartiene a Carl Elsener, l’imprenditore svizzero scomparso ieri a 90 anni, che per sessanta ha retto le sorti di uno dei prodotti più conosciuti al mondo: il
Victorinox: il coltellino svizzero fedele (e di successo) nei secoli Victorinox: il coltellino svizzero fedele (e di successo) nei secoli

«Benessere dei dipendenti, soddisfazione dei clienti e qualità del prodotto. Mio padre mi ha insegnato che puntando su questi tre elementi, poche cose possono andare male».

La frase appartiene a Carl Elsener, l’imprenditore svizzero scomparso ieri a 90 anni, che per sessanta ha retto le sorti di uno dei prodotti più conosciuti al mondo: il leggendario coltellino svizzero, mix di ingegno, qualità e versatilità, sempre al passo con i tempi. Chi non ne possiede almeno uno in casa?

Ripercorrendo la storia, la geniale invenzione si deve a suo nonno Karl proprietario di una piccola coltelleria: siamo nel 1884 e il marchio Victorinox (mix tra Vittoria nome dell’amata e madre del produttore e inox, tributo all’invenzione dell’acciaio inossidabile) prende vita.

Suo nipote Carl III, così come è conosciuto, ha preso in mano le redini dell’azienda nel 1950 e non è stato certo a guardare. All’epoca i coltellini venivano prodotti ancora a mano ed erano destinati all’esercito svizzero.

Con il suo avvento, l’azienda si è automatizzata e aperta a una produzione di massa, puntando su centinaia di tipologie diverse per ogni occasione e professione (falegname, fabbro, golfista, esploratore...) cambiando la vita dei consumatori in oltre 100 Paesi … e anche salvandola.

Come nel caso di Pascal de Souza che nel 1999 ebbe un incidente: con la sua auto piombò in un fiume e riuscì a scivolare via dalle lamiere, tagliando la cintura di sicurezza grazie al suo coltellino svizzero.

Storie come questa, anche se meno estreme, hanno determinato la fortuna di un’azienda che oggi impiega 1.850 dipendenti e realizza un volume d’affari di 410 milioni di franchi svizzeri, più o meno 340 milioni di euro.

Il segreto del successo è racchiuso in tre parole che campeggiano nei corridoi della sede di Ibach in Svizzera: rispetto, gratitudine, umiltà.

Le fece incidere il nonno per orientare la vita dei suoi eredi. E, stando ai risultati, hanno funzionato nel migliore dei modi.

Millionaire ha raccontato la sua storia sul numero di luglio 2009.

Redazione

(Fonte foto ©Facebook)

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