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Vesto sughi naturali e li vendo in America

Unisce i pomodori al design e crea sughi con prodotti naturali che sbarcano sul mercato americano. Diana Attianese, 33 anni di Nocera Inferiore, provincia di Salerno, è l’ideatrice di Italiana Vera: sughi e creme, come si facevano una volta, in packaging accattivanti: «Sono cresciuta nell’industria conserviera di famiglia. Da piccola mi nascondevano per assistere alle
Vesto sughi naturali e li vendo in America Vesto sughi naturali e li vendo in America

Unisce i pomodori al design e crea sughi con prodotti naturali che sbarcano sul mercato americano. Diana Attianese, 33 anni di Nocera Inferiore, provincia di Salerno, è l’ideatrice di Italiana Vera: sughi e creme, come si facevano una volta, in packaging accattivanti: «Sono cresciuta nell’industria conserviera di famiglia. Da piccola mi nascondevano per assistere alle fasi di raccolta dei pomodori nei campi: era affascinante vedere le donne selezionare i pomodori maturi. Il sogno era di lavorare nel settore, ma allontanandomi dalle logiche di produzione industriale» racconta Diana a Millionaire.

Laureata in Economia aziendale, Diana ha due grandi passioni, il cibo italiano e la moda e prova a metterli insieme: «All’inizio ho chiesto consiglio a mio padre, ma lui non ha creduto subito nella mia idea. Lo ascoltavo, poi ho capito che avrei dovuto seguire l’istinto. Ho chiamato una mia zia, bravissima cuoca, preso a noleggio un laboratorio e iniziato a preparare con lei le prime ricette. Ho investito 50mila euro per avviare l’attività. L’azienda di famiglia mi supporta nel confezionamento e nella logistica».

Sugo naturale al basilico fresco, alle melanzane, alle olive di Gaeta e capperi di Pantelleria, al peperoncino piccante, questi alcuni dei suoi prodotti: «Ho cercato fornitori in Puglia, Sicilia, Lazio, Campania. Partivo con una valigia di sughi per far conoscere il prodotto alle maggiori fiere di food in Europa e in America, come il Summer Fancy Food . Grazie agli eventi ho trovato i primi contatti e un accordo con alcune catene di grocery americane: 5mila bottiglie per iniziare una fase di test».

In Italia le cose sono più difficili: «Fin dall’inizio ho puntato sul mercato estero. In Italia i principali attori dell’industria conserviera spacciano i loro prodotti per naturali, quando di naturale hanno ben poco. I consumatori non sono ancora abituati, anche se le cose stanno cambiando, a mangiare prodotti di qualità alta a un prezzo maggiore (un nostro vasetto va da 5, 50 euro a 7 euro). Ciò malgrado, abbiamo distribuito il prodotto in aeroporti e in località ad alta densità turistica come la costiera sorrentina, cilentana e amalfitana».

Ha scelto di investire sulla promozione, rinunciando a creare una rete vendita: «Ho provato a contattare agenti, il problema è che poi il prodotto e i clienti sono nelle loro mani e per mia esperienza non mi sono trovata bene. Allora ho investito sulla promozione, sul customer care e sulla vendita online. Chi vuole il prodotto, chiama e glielo spediamo. Produciamo pezzi sulla base della richiesta del mercato».

Oggi Diana continua, con la sua valigia, a girare per fiere del settore e a parlare del suo prodotto: «Bisogna essere determinati, specie quando si è donne. Non farsi intimorire da tutti quelli che ti diranno che stai sbagliando tutto, che non hai possibilità di successo. È importante ricevere feedback, ma un bravo imprenditore sa filtrare i consigli, prendere ciò di cui ha bisogno, nel bene o nel male, e seguire l’istinto. È l’istinto e la capacità di rischiare che possono portarti lontano».

INFO: http://www.italianaverafood.it/#home

Giancarlo Donadio

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