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Una startup rende la scienza “cool”

Una startup che rende la scienza divertente con giochi per tablet. L’obiettivo: diffondere il sapere scientifico tra i ragazzi, creare posti di lavoro e migliorare il mondo. Si chiama Spillover (dall’inglese “diffondere”) la nuova idea di Selene Biffi, imprenditrice nel sociale, vincitrice del premio Lamarck allo Smau di Milano. Come è nata l’idea? Parte da
Una startup rende la scienza “cool” Una startup rende la scienza “cool”

Una startup che rende la scienza divertente con giochi per tablet. L’obiettivo: diffondere il sapere scientifico tra i ragazzi, creare posti di lavoro e migliorare il mondo.

Si chiama Spillover (dall’inglese "diffondere") la nuova idea di Selene Biffi, imprenditrice nel sociale, vincitrice del premio Lamarck allo Smau di Milano.

Come è nata l’idea?

Parte da una riflessione: in Europa il 59,5% della popolazione, tra i 15 e i 25 anni, considera la scienza noiosa e poco interessante anche per la loro carriera (dati Commissione europea). Eppure ci sono circa 2,8 milioni di posti nei prossimi sei anni che potrebbero essere occupati se i ragazzi scegliessero di impegnarsi nel campo. Così mi sono chiesta se c’era un modo per rendere argomenti complessi (come quelli scientifici e matematici) più fruibili e anche più apprezzati».

Come funziona?

A partire da gennaio renderemo pubblici dei videogiochi sotto forma di app per ragazzi da 11 a 15 anni. Veri e proprie spy game con i quali gli utenti potranno divertirsi a scoprire quali sono e come funzionano le più importanti innovazioni scientifiche attuali. Lo faranno divertendosi attraverso prove, enigmi da risolvere, laboratori virtuali e esperimenti reali».

Qual è il modello di business?

Gli utenti potranno scaricare gratis le app e provarle come una sorta di demo. Poi è previsto un pagamento per accedere agli altri livelli del gioco. Insomma, prima potranno provarla, e se piace, decidere di continuare».

Come l’hai finanziata?

Siamo supportati da un investitore privato, Angelab Ventures, che ha creduto in noi, nell’innovazione del progetto, e nella possibilità di esportare il modello in un mercato internazionale: le app avranno da subito una doppia versione: in inglese e italiano».

Come si creano imprese nel settore culturale oggi?

Bisogna, innanzitutto, informarsi in giro. Ci sono bandi che offrono tante opportunità per chi vuole investire in un’idea culturale e innovativa, anche in Italia (come quelli della Fondazione Cariplo). Poi oggi, grazie alle agevolazioni fiscali previste dalla legge per le startup sociali, gli stessi venture capitalist stanno rivalutando la possibilità di investire nel campo. Non è facile perché i soldi disponibili sono inferiori rispetto ad altri Paesi europei come per esempio l’Inghilterra, ma è possibile. Spillover ne è una testimonianza».

INFO: http://www.spillover.org/

Giancarlo Donadio

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