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Un business che coinvolge tutti

Fare un business coinvolgendo gli utenti del Web. Si chiama crowdsourcing e vede protagonisti portali che mettono in contatto giovani creativi da ogni parte del mondo con aziende che hanno bisogno di loro (per un logo, una campagna pubblicitaria, una nuova collezione di moda…). I vantaggi? Gli imprenditori risparmiano e i designer possono trovare opportunità
Un business che coinvolge tutti Un business che coinvolge tutti

Fare un business coinvolgendo gli utenti del Web. Si chiama crowdsourcing e vede protagonisti portali che mettono in contatto giovani creativi da ogni parte del mondo con aziende che hanno bisogno di loro (per un logo, una campagna pubblicitaria, una nuova collezione di moda…). I vantaggi? Gli imprenditori risparmiano e i designer possono trovare opportunità di lavoro.

Un esempio è Formabilio, azienda che opera tramite una piattaforma di design partecipato. Gli ideatori: Andrea Carbone e Maria Grazie Andali che per realizzarla hanno lasciato il lavoro e venduto la loro casa. Li abbiamo raggiunti.

Come funziona il business?

Due volte al mese lanciamo un contest e diffondiamo la notizia attraverso i social network, blog e webzine. I designer inviano le loro proposte, che sono votate sia dalla community di appassionati sia da una commissione interna che ne valuta la fattibilità. Gli oggetti, oltre ad essere attraenti per il mercato, devono poter essere spediti con facilità. Al termine di questa fase, uno o due modelli sono prototipati dalle aziende produttive, fotografati e messi in vendita sul sito. Per ogni pezzo venduto il designer riceve una royalty del 7%. Di solito prendono il 3-4% sul costo di produzione».

Perché un brand di arredamento in crowdsourcing?

Il settore dell’arredamento sta vivendo un periodo molto difficile in Italia. Il 51% dei giovani designer non trova lavoro e le nostre imprese artigianali hanno il know-how tecnico, ma non le competenze di marketing e ricerca e sviluppo necessarie per superare questo momento. Il crowdsourcing ci sembrava una modalità di lavoro obbligata: permette di farsi conoscere e alle imprese di lavorare su progetti innovativi».

Come avete realizzato l’attività?

Grazie alla vendita della nostra casa e al finanziamento di un amico abbiamo messo insieme 220mila euro. Abbiamo assunto un designer e un matematico, che ha scritto il protocollo Web della piattaforma. Quanto alla ricerca delle aziende produttive, ci siamo rivolti al Cna locale».

Quali sono i vostri progetti?

Puntiamo ad aprirci ai mercati esteri e a vendere 180mila pezzi entro il 2016».

INFO: https://it.formabilio.com/

Vuoi sapere tutto sul business del crowdsourcing? Leggi l’articolo di Tiziana Tripepi pubblicato su Millionaire disettembre 2013.

Redazione

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