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Tipi Tosti: il blog che racconta le storie di chi non si arrende

C’è Renato che con una sola gamba è riuscito a scalare il Monte Rosa («non ho una gamba, ma voglio toccare il cielo»). Alberto che da anni combatte contro la Sla e intanto scrive romanzi e gira documentari. O Ignazio, l’imprenditore che ha detto di no al pizzo. Sono solo alcune delle circa 400 storie
Tipi Tosti: il blog che racconta le storie di chi non si arrende Tipi Tosti: il blog che racconta le storie di chi non si arrende

C’è Renato che con una sola gamba è riuscito a scalare il Monte Rosa («non ho una gamba, ma voglio toccare il cielo»). Alberto che da anni combatte contro la Sla e intanto scrive romanzi e gira documentari. O Ignazio, l’imprenditore che ha detto di no al pizzo.

Sono solo alcune delle circa 400 storie di “tipi tosti” raccolte nel blog di Cinzia Ficco, 45 anni, giornalista di Putignano (provincia di Bari). Un passato a Il Corriere del Mezzogiorno, oltre a fare la blogger, si diverte a scrivere libri per bambini che dedica a sua figlia Greta: Mimosa nel regno di sottosopra, Intermedia Edizioni) è uno dei titoli.

Chi sono i “tipi tosti” che racconti?

Sono, innanzitutto, uomini e donne che ciascuno di noi può incontrare ogni giorno. Persone che provano a riscrivere la propria vita. A volte con successo, a volte meno. Ma ci provano: questo è alla fine ciò che conta davvero. Tipo tosto è chi non molla, crede nei sogni che appaiono impossibili. Chi mette in discussione se stesso e da solo costruisce la sua strada. Chi riesce a risollevarsi perché non sa rassegnarsi. Infine, chi è pioniere, ha idee geniali. Chi è controcorrente».

Perché hai deciso di raccontare le loro storie?

Ho iniziato nel 2011. Collaboravo con siti che parlavano di persone che si erano realizzate all’estero. Italiani che erano emigrati per trovare la loro strada nella vita. Allora mi sono detta: “Perché non parlare di chi sceglie di restare in Italia, di rimboccarsi le maniche, di provare a dare un contributo al proprio Paese di impegno e talento?”. Il blog è la risposta alla domanda, un modo per rendere virale la voglia di successo e di riscatto».

Cosa stai imparando dai loro esempi?

Dico sempre che “i miei tipi tosti” sono una specie di prozac, ascoltarli dà carica ed energia, motiva ad andare avanti, malgrado le difficoltà che non mancano mai quando si lavora per realizzare un obiettivo ambizioso. Con alcuni di loro si è instaurata anche un’amicizia. Come con Marco, che ha perso l’uso delle gambe a 22 anni, ma non si è arreso. Oggi è un allenatore di basket di successo».

Progetti per il futuro?

Riuscire a guadagnare con il blog. Per questo sto cercando investitori e sponsor pronti a credere nell’idea. E costruire uno squadra di collaboratori. Al momento mi aiuta Lara di Fonte che cura la categoria "tipi tosti d'antan"».

INFO: http://www.magazine.tipitosti.it/

Giancarlo Donadio

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