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«Ti seleziono il candidato con l'intelligenza artificiale»

Francesca Boccolini, 34 anni, di Perugia, è arrivata a Londra nel 2013 per un master in Entrepreneurship. Lasciato il lavoro da Product manager in Italia, ha creato qui la sua prima startup e, nel 2016, ha avviato la seconda, col socio Mikhil Raja. SonicJobs è una piattaforma di recruitment che permette a bar, ristoranti, hotel
«Ti seleziono il candidato con l'intelligenza artificiale» «Ti seleziono il candidato con l'intelligenza artificiale»

Francesca Boccolini, 34 anni, di Perugia, è arrivata a Londra nel 2013 per un master in Entrepreneurship. Lasciato il lavoro da Product manager in Italia, ha creato qui la sua prima startup e, nel 2016, ha avviato la seconda, col socio Mikhil Raja. SonicJobs è una piattaforma di recruitment che permette a bar, ristoranti, hotel di trovare i candidati ideali in modo veloce e automatizzato, grazie all’intelligenza artificiale. «Tanti ragazzi qui fanno il giro dei cv porta a porta e si accontentano del primo posto disponibile» spiega Francesca. «Abbiamo pensato a un virtual recruiter che trovasse il matching perfetto tra candidati e datori di lavoro. Il nostro chatbot Julia usa psicologia del lavoro, big data e AI per valutare i candidati e connetterli con le imprese. Per testare l’idea, all’inizio giravo per bar e ristoranti. Oggi la promozione è online e con passaparola. Il 50% delle aziende entra in SonicJobs perché ha sentito parlare di noi».

Qual è stato il riscontro?

«Siamo la più grande piattaforma mobile a Londra in hospitality, con oltre 3.000 locali, 200 in più ogni mese, e 80mila candidati iscritti. Per loro il servizio è gratuito. Abbiamo un modello

freemium, con sottoscrizioni mensili per le aziende. Abbiamo raccolto 1,5 milioni di euro di investimenti».

Il vantaggio di essere a Londra?

«Londra è una giungla, ma è anche una grande palestra. Impari a fare impresa in un mercato internazionale e multiculturale. Ma devi essere tenace, lavorare tanto, non chiuderti e frequentare persone di ogni provenienza (non solo gli altri italiani). La sfida è doppia: fare startup e farcela a Londra. Se sopravvivi qui, puoi riuscirci ovunque. Consiglierei a tutti di venirci».

E la Brexit?

«Credo che gli effetti negativi siano sopravvalutati. Potranno esserci opportunità nel settore ristorazione. Di fronte al deflusso degli stranieri, per avere i candidati migliori, gli employer migliorano le condizioni e i salari. In futuro spero di portare SonicJobs anche in Italia. È un modello che funziona nella grandi città. Sarebbe un sogno avere un impatto nel mio Paese».

INFO: https://sonicjobs.co.uk

Tratto dall’articolo “16 innovatori italiani a Londra (alla ricerca di investimenti)” pubblicato su Millionaire di dicembre-gennaio 2019. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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