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Svelate false notizie sull'incremento turistico in Italia grazie all'AI

“In Italia si potrebbe vivere solo di turismo”. Pochi settori come quello dell’accoglienza possono vantare un proliferazione di bufale e sparate assurde come questa. Sul tema gli stessi giornali tendono a riportare stime dalla dubbia affidabilità, prodotte più sul sentito dire che su dati scientifici. Un sindaco può parlare di “record di visitatori”, l’opposizione urlare
Svelate false notizie sull'incremento turistico in Italia grazie all'AI Svelate false notizie sull'incremento turistico in Italia grazie all'AI

“In Italia si potrebbe vivere solo di turismo”. Pochi settori come quello dell’accoglienza possono vantare un proliferazione di bufale e sparate assurde come questa. Sul tema gli stessi giornali tendono a riportare stime dalla dubbia affidabilità, prodotte più sul sentito dire che su dati scientifici. Un sindaco può parlare di “record di visitatori”, l’opposizione urlare al deserto nelle strade e le associazioni di categoria dividersi su giudizi contraddittori in base agli obiettivi più o meno espliciti che vogliono perseguire. A chi credere allora?

Ripresa un corno! La smentita dall’algoritmo

Lybra Tech, recentemente entrata nel Gruppo Zucchetti, è un’azienda proprietaria di un algoritmo innovativo che analizza i dati contenuti nei database degli hotel, suggerendo il prezzo ottimale di ogni stanza di ogni struttura ricettiva in ogni momento dell’anno e aggiornandola in tempo reale. Il Gruppo Zucchetti, con 40 anni di attività, è considerato la prima software house italiana per mole di fatturato. La società ha messo a disposizione dell’acquisita le informazioni provenienti dalle 20 mila strutture ricettive che utilizzano i suoi gestionali. Dagli ultimi studi di Lybra Tech (in anteprima su millionaire.it) emerge ad esempio che, differentemente da quanto si legge, sente o vede sui media, la crisi del comparto non è completamente rientrata. Il ritorno in massa degli stranieri dopo il Covid ancora non ha compensato i gravi danni prodotti dalle quarantene. Nonostante gli ultimi grossi investimenti in alberghi di lusso che stanno interessando aree strategiche come quella romana, migliaia di piccole e medie proprietà hanno chiuso i battenti per sempre. Chi viene da fuori quindi nei prossimi anni troverà meno soluzioni a buon mercato rispetto al 2019 e, con una più bassa capacità di spesa a causa dell’inflazione, ci penserà due volte prima di prenotare in un cinque stelle.

Il “boom” che non esiste

Dalla riapertura delle frontiere in poi c’è stata una gara a chi annunciava per primo e più forte il nuovo miracolo economico. Per “boom” però si intende un evento innaturale e senza precedenti, mentre quello post-pandemico è più corretto definirlo un rimbalzo. Vero è che solo nel 2017 il settore, non abituato a grossi cambiamenti, salutava con gioia un +2,7% sul 2016. Ritrovarsi quindi con il + 30% rispetto all’anno precedente ha galvanizzato gli addetti ai lavori a tal punto da far perdere loro di vista la realtà. Enfatizzare o meno un aumento fisiologico può diventare un problema per proprietari e gestori. Sapere se e quanto il giro di affari crescerà o diminuirà in una determinata stagione è fondamentale per chi deve organizzare l’ospitalità. Lasciarsi andare all’orgoglio municipalistico rischia di creare danni a chi ha sulle spalle la responsabilità di un asset strategico per l’economia del paese.

Molto rumore per nulla

Da più parti infine si grida allo scandalo quando si parla della sosta media nelle città d’arte, scesa sotto le quattro notti negli ultimi anni. Il turismo mordi e fuggi tuttavia non è un cancro da estirpare, bensì la naturale evoluzione del comparto. A fare la differenza sono gli sconti proposti dalle compagnie aeree. Se un volo Londra Roma costa quanto spostarsi in taxi dal centro storico al vicino aeroporto di Fiumicino, perché non poter visitare la capitale in più fine settimana invece di prendersi quindici giorni di ferie consecutivi?

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