Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Dark Mode Light Mode

Superare i limiti: intervista a Giuliano Pugolotti, runner del deserto

Ha iniziato a correre quando gli altri smettono. Oggi a 53 anni Giuliano Pugolotti, pubblicitario parmense, ha attraversato di corsa i deserti di Egitto, Giordania e Cina. Come riesce a farlo? Lo racconta lui stesso. Come hai iniziato? Mi è sempre piaciuto correre, ma le classiche maratone mi avevano stancato. Sul Web ho scoperto le
Superare i limiti: intervista a Giuliano Pugolotti, runner del deserto Superare i limiti: intervista a Giuliano Pugolotti, runner del deserto

Ha iniziato a correre quando gli altri smettono. Oggi a 53 anni Giuliano Pugolotti, pubblicitario parmense, ha attraversato di corsa i deserti di Egitto, Giordania e Cina. Come riesce a farlo? Lo racconta lui stesso.

Come hai iniziato?

Mi è sempre piaciuto correre, ma le classiche maratone mi avevano stancato. Sul Web ho scoperto le corse nel deserto. Avevo 45 anni e mi sono iscritto per curiosità: è stato un salto nel buio. Non ero mentalmente preparato ad affrontare il “mostro” (come chiamo il deserto)».

Perché fai maratone di 250 km a 50 gradi?

Non c’è nessun motivo razionale, salvo la gioia del traguardo. Pensi a tutti i sacrifici che hai fatto per essere lì e sei felice. È una carica di autostima: se mi avessero detto a 32 anni che sarei arrivato a realizzare le imprese di oggi non ci avrei creduto. La vita è fatta di cose in cui credi. Non vinci sempre, ma vale la pena andare fino in fondo».

Come ti alleni?

Mi sveglio alle 5 di mattina ogni giorno e percorro 160 km alla settima prima delle gare, 80 km abitualmente. Seguo un regime alimentare. E alleno la mente alla gara: visualizzo la lunga distanza, lo spazio e penso a come dovrò comportarmi, lì, nel deserto. In realtà, non mi alleno per vincere, ma per tornare a casa integro».

Come sopporti la fatica?

La fatica il più delle volte è una componente psicologica. Odiavo il caldo, oggi posso correre a 50°C. Il segreto è spostare l’attenzione e immaginare di essere in un posto freddo. Poi ascoltare il corpo, riconoscere i segnali che manda e sapersi fermare. Infine, mi lascio trasportare dal deserto: è l’unico modo per affrontarlo».

Hai mai avuto paura?

Era notte nel deserto dei Gobi. Si è scaricata la batteria della mia lampadina e mi sono fermato in un buio pesto. Ho pensato a mia moglie e a mio figlio e cantavo per loro. Dopo quattro-cinque ore sono arrivati altri corridori e mi hanno salvato».

Cosa ti insegna il deserto?

Dominare una natura così violenta ti spinge a fare cose più grandi di te. E soprattutto, a riconoscere i veri valori della vita. I Tuareg mi hanno insegnato una frase: “Bella o brutta è sempre la tua vita, allora sorridi».

INFO: www.giulianopugolotti.com

Giancarlo Donadio

Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Articolo precedente
#CoglioneNO! La campagna in difesa dei giovani lavoratori creativi

#CoglioneNO! La campagna in difesa dei giovani lav...

Articolo successivo
Sanpellegrino cerca giovani da formare

Sanpellegrino cerca giovani da formare

Advertisement
Advertisement

Consigliati per te

Formazione, lavoro e AI: torna a Roma l’Innovation Training Summit Formazione, lavoro e AI: torna a Roma l’Innovation Training Summit
La mattina non ti rende milionario. Le decisioni sì. La mattina non ti rende milionario. Le decisioni sì.
Il ritorno di Millionaire dal palco di Casa Sanremo Il ritorno di Millionaire dal palco di Casa Sanremo
«Canva? È nato da una frustrazione concreta» «Canva? È nato da una frustrazione concreta»