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Esempi di storytelling vincente

Dal libro L’arte dello storytelling (Alise Editore) di Kindra Hall, ecco alcuni esempi di narrazione d’impresa efficace. E su Millionaire di marzo, in edicola, tutti i consigli dell’esperta americana per costruire storie di impatto. Il profumo del successo «Questo è Eight & Bob! Nel 1937, un giovane e bellissimo americano studente del college stava visitando
Esempi di storytelling vincente Esempi di storytelling vincente

Dal libro

L’arte dello storytelling (Alise Editore) di Kindra Hall, ecco alcuni esempi di narrazione d’impresa efficace. E su Millionaire di marzo, in edicola, tutti i consigli dell'esperta americana per costruire storie di impatto.

Il profumo del successo

«Questo è Eight & Bob! Nel 1937, un giovane e bellissimo americano studente del college stava visitando la Costa Azzurra. Aveva vent’anni e in lui c’era qualcosa di speciale. Tutti coloro che lo incontravano percepivano che era un astro nascente». Questo l’incipit di un giovane commesso a un cliente americano, in una profumeria di Lubiana.

«Un giorno, il ragazzo incontra un aristocratico francese, esperto di profumi. Questo il ragazzo non lo sa, però avverte che ha un profumo incredibile. Così si fa dare un campioncino e lo porta in America. Qui la fragranza piace moltissimo. Così il ragazzo, John, chiede al francese di mandargli altri otto campioncini, più uno per Bob, suo fratello». Nasce così il nome e la storia di un profumo tutt’ora in vendita. A invogliare all’acquisto, prima ancora della fragranza, è questa storia bellissima. Ah, per chi non lo avesse capito, John e Bob sono i fratelli John Fitzgerald e Robert Kennedy.

Emoziona con un spot

L’ufficio marketing dell’azienda produttrice delle gomme da masticare Extra, grazie a una ricerca di mercato scopre che le persone impiegano due secondi per scegliere le “cicche” da acquistare alla cassa. È l’irrazionalità a prevalere sulla ragione. Perciò decide di realizzare uno spot che non esalti le qualità del prodotto (sapore, persistenza…), ma coinvolga emotivamente. Così racconta per immagini l’incontro, a scuola, fra Juan e Sarah, la cui storia inizia con l’offerta di una gomma Extra (una delle poche volte in cui si vede il prodotto nel video). Lo spot segue la loro relazione, fra alti e bassi, fino al commovente gran finale, che vede l’incarto delle gomme protagonista. Lo spot ha portato un boom di vendite per le gomme Extra.

https://www.youtube.com/watch?v=41avJIGte40

La ricetta giusta per raccogliere fondi

Nel suo libro, Kindra Hall racconta anche la consulenza fatta a una clinica che cercava l’idea giusta per essere convincente a una raccolta fondi. Anche in questo caso a funzionare fu una storia, raccontata da un paziente, un ragazzo reduce da un terribile incidente. «Mi presentai alla clinica, avevo bisogno di essere operato subito, ma non ero assicurato. Senza intervento, sarei rimasto sfigurato per sempre. Ma il dottore mi mise una mano sulla spalle e mi disse “A te ci pensiamo noi”». La sua vicenda convinse i donatori a contribuire per assicurare la cura anche ai meno abbienti.

La lezione di Warby Parker

Il marchio di occhiali Warby Parker usa la pezzolina per pulirli come supporto per la sua storia. Questa. «C’era una volta un giovane che dimenticò i suoi occhiali in aereo. Cercò di comprarne di nuovi, ma erano troppo cari. Si domandava: “Perché è così complicato comprare occhiali eleganti senza spendere una fortuna?” Tornò a casa e raccontò l’avvenimento agli amici. Uno di loro disse: “Dovremmo aprire un’azienda per vendere occhiali fantastici a prezzi non proibitivi”. Un altro aggiunse: “Dovremmo rendere divertente l’acquisto di occhiali”. Un altro ancora affermò: “Per ogni paio che vendiamo, dovremmo darne uno a chi ne ha bisogno”. Eureka! Così nacque Warby Parker.

Rendi la vendita un fatto personale

C’era una volta una fotografa ritrattista che durante una fiera si offrì di fare foto di famiglia. Nessuno si rivolse a lei. Tempo dopo, la ragazza perse sua nonna e andò alla ricerca di foto di loro due insieme, ma ne trovò pochissime. Si dispiacque molto e poi capì che forse era questa la strada da seguire per proporre i suoi ritratti. Preparò un volantino in cui raccontava il dispiacere di non avere tante foto con la nonna e offriva i suoi servizi per scattare foto di famiglia (il “prima che sia troppo tardi” era sottinteso). Alla fiera successiva, ebbe un sacco di lavoro!

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