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Startupper inventano carrozzina per disabili che si guida senza mani

Inventano una carrozzina innovativa per persone con disabilità: si guida senza mani solo con il movimento del corpo. E un’originale seduta permette alla persona di guardare negli occhi i suoi interlocutori per una comunicazione “alla pari”. E oggi sono tra i finalisti del premio per startup Gaetano Marzotto. Marioway è l’idea di Mario Vigentini un
Startupper inventano carrozzina per disabili che si guida senza mani Startupper inventano carrozzina per disabili che si guida senza mani

Inventano una carrozzina innovativa per persone con disabilità: si guida senza mani solo con il movimento del corpo. E un’originale seduta permette alla persona di guardare negli occhi i suoi interlocutori per una comunicazione “alla pari”. E oggi sono tra i finalisti del premio per startup Gaetano Marzotto.

Marioway è l’idea di Mario Vigentini un educatore che da 20 anni si occupa di aiutare le persone con disabilità. Completano il team, Lorenzo Pompei, esperto di finanza, Massimo Ghidelli, un professionista della lavorazione dell’alluminio. E Stefano Martinelli,  specialista nella personalizzazione di Harley Davison: «Le carrozzine con disabilità sono state create nel 1932 e finora sono rimaste così: un mezzo che non permette libertà di movimento e peggiora le condizioni cliniche di chi lo usa» esordisce Lorenzo. Ha conosciuto Mario a una competizione per startup a Napoli (Vulcanicamente, ndr), si è innamorato dell’idea e ha deciso di aiutarlo a realizzarla.

Mario Vigentini e Lorenzo Pompei
«L’idea di Mario è di utilizzare un segway, (mezzo di trasporto a due ruote americano) e una seduta ergonomica che permette alla persona con disabilità di stare in posizione verticale. Così può effettuare ginnastica passiva, comunicare guardando negli occhi chi le parla. E avere soprattutto le mani libere: la carrozzina si guida con il movimento del corpo».

Sono sette i tentativi falliti prima di arrivare al prototipo pronto per il mercato. In questo lasso di tempo, ci sono anche una campagna di crowdfunding andata male, l’incubazione all’interno dell’acceleratore di Telecom Italia e una raccolta di fondi che tra amici, investitori privati e banche (Unicredit ha creduto nell’idea) ha toccato la cifra di 750mila euro: «Abbiamo una squadra di 10 persone tra Italia e Francia. Le difficoltà sono tante, ma abbiamo imparato anche dalle cose che sono andate male, come la campagna di crowdfunding. Puntiamo di andare sul mercato all’inizio del prossimo anno quando svilupperemo anche delle App, per la riabilitazione e la creazione di una social community tra i “piloti” delle carrozzine. Il costo del prodotto sarà tra i 10 e i 20mila euro».

Oggi Marioway è tra i finalisti del Premio Marzotto e concorrerà alla vittoria del premio di 300mila euro: «Molti dicono che in Italia non si può fare impresa per la burocrazia e la mancanza di aiuti economici, ma non è così. Questi sono gli ultimi dei problemi. Agli startupper consiglio di focalizzarsi sulla creazione del team equilibrato nel quale non ci sia asimmetria nei ruoli: tutti devono impegnarsi allo stesso modo per il bene della causa. Il team è fondamentale per l’esecuzione: meglio brutta idea eseguita bene, che una bella idea realizzata male».

INFO: http://www.marioway.it/word/

Giancarlo Donadio

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