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Scalapay chiude un round da 497 milioni di dollari. E la startup italiana diventa unicorno

La fintech italiana fondata nel 2019 da Simone Mancini annuncia un round serie B da 497 milioni di dollari, guidato dal colosso cinese Tencent e da Willoughby Capital. Scalapay entra così nell’olimpo degli unicorni, le società valutate oltre un miliardo di dollari. Un nuovo unicorno italiano, dopo Yoox e Depop. La raccolta totale ad oggi
Scalapay chiude un round da 497 milioni di dollari. E la startup italiana diventa unicorno Scalapay chiude un round da 497 milioni di dollari. E la startup italiana diventa unicorno

La fintech italiana fondata nel 2019 da Simone Mancini annuncia un round serie B da 497 milioni di dollari, guidato dal colosso cinese Tencent e da Willoughby Capital. Scalapay entra così nell'olimpo degli unicorni, le società valutate oltre un miliardo di dollari. Un nuovo unicorno italiano, dopo Yoox e Depop. La raccolta totale ad oggi supera i 700 milioni di dollari di finanziamenti.

«Oggi sono contento ma mai avrei immaginato di andare così veloce» ci detto Simone. Qual è il segreto? «Non saprei esattamente. Fortuna, timing e tanto hard work. Sai cosa aiuta? Avere un bel team e un network che ti sostengono quando le cose non vanno bene e ti viene voglia di mollare. Ed è successo tante volte».

Simone ha 34 anni, di cui 30 passati in Australia: è rientrato in Italia nel 2019 con moglie, 3 figli e la sua idea rivoluzionaria (soluzioni di pagamento dilazionate per l’e-commerce). Compri oggi e paghi in tre rate, senza interessi.

Laurea in Economia, è figlio di missionari. «Hanno venduto tutto quello che avevano, azienda, casa e sono partiti. In tasca, avevano un biglietto di sola andata per l’Australia. Non parlavano inglese, non avevano niente. E ce l’hanno fatta, grazie alla generosità della gente. Mi hanno insegnato la bellezza di rischiare». Simone fonda Scalapay insieme a Johnny Mitrevski. Il modello è win-win: «Il cliente paga a rate, mentre il merchant nella maggior parte dei casi riceve tutto l’importo sul suo conto. I ricavi arrivano dalla commissione che i merchant pagano per l’utilizzo del servizio». Si può pagare in tre o quattro rate o l'intero importo dopo 14 giorni. Scalapay parte da Milano, ma con un team internazionale. Oggi ha più di 150 dipendenti. «Si può fare startup in Italia. Non è la Silicon Valley, non è Tel Aviv, ma è un luogo dove ci sono imprenditori fantastici»

ci aveva raccontato Mancini.

Lo scorso settembre la startup aveva chiuso un round da 155 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 700 milioni. In due anni Scalapay ha convinto migliaia di merchant, oltre 3000, tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Austria. Dopo i sistemi di pagamento dilazionati, ha lanciato anche Magic, una piattaforma per il checkout veloce. Nel 2021 è stata premiata come Startup of the Year, durante #SIOS21 Winter Edition. E LinkedIn l’ha inserita tra le 10 migliori startup italiane che nell’ultimo anno, nonostante la pandemia, hanno continuato a crescere e ad assumere.

Al nuovo round hanno partecipato Tiger Global, Gangwal, Moore Capital, Deimos e Fasanara Capital. I fondi serviranno anche per ampliare il team, che Scalapay prevede di raddoppiare già entro la fine dell'anno.

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