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Rinuncio ai soldi per realizzare il mio sogno: la storia di Playmore

Ha fatto rinascere un centro sportivo in pieno centro a Milano e lo ha trasformato in un modello che funziona. Pronto da esportare. Si chiama Playmore ed è un’associazione di promozione sociale nata per promuovere sport, salute e integrazione, ideata da Luigi De Micco, 37 anni: Quando sono arrivato a Milano, per studiare in Bocconi,
Rinuncio ai soldi per realizzare il mio sogno: la storia di Playmore Rinuncio ai soldi per realizzare il mio sogno: la storia di Playmore

Ha fatto rinascere un centro sportivo in pieno centro a Milano e lo ha trasformato in un modello che funziona. Pronto da esportare. Si chiama Playmore ed è un’associazione di promozione sociale nata per promuovere sport, salute e integrazione, ideata da Luigi De Micco, 37 anni:

Quando sono arrivato a Milano, per studiare in Bocconi, ho voluto crearmi un nuovo gruppo. Il calcetto era un’occasione per conoscere gente e divertirsi facendo sport. Organizzavo partite, ma, per mettere insieme i giocatori, li rincorrevo tra i loro impegni. Lavoravo come consulente. Nel tempo libero ho creato un social network di sport sharing, GoKick. Gestivo il sito per passione, però mi assorbiva sempre di più, tanto che dovetti scegliere il part time e dimezzarmi lo stipendio. Poi ho deciso di lasciare un lavoro che mi dava ricchezza per un lavoro che mi rendeva felice».

Nel 2010 decide di passare dal Web a qualcosa di reale. Fonda l’associazione, raccoglie migliaia di persone, collabora con organizzazioni, come la Caritas e enti, il Comune di Milano per realizzare il suo sogno:

Ho scoperto che in via Moscova c’era un campetto da calcio in un’area bellissima, ma chiusa e inutilizzata. L’assessore allo Sport ha creduto in noi e ci ha concesso l’area per sei anni. Noi l’abbiamo fatta rinascere: 50mila euro per costruire spogliatoi e docce, trasformare un campo di pallacanestro in uno di beach volley, costruire una pista di atletica. Offriamo l’uso gratuito alle scuole la mattina e per tutti prezzi comunali nel pomeriggio inferiori del 20, 30% rispetto a un centro privato».

Per il progetto ha rinunciato allo stipendio per un anno, ma gli utenti aumentano giorno dopo giorno: 600 persone al giorno, break even dopo un anno e mezzo:

Io e il cofondatore, Pietro Palvarini, per ora ci siamo dati un rimborso spese di 300 euro al mese. Ora vogliamo esportare il nostro modello in altre città».

INFO: http://www.playmore.it/

Redazione

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