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Poke House: una scommessa di successo

Da startup a unicorno Che si ami o meno la recente moda del poke, celebre specialità gastronomica di origine hawaiana, è impossibile (almeno in Italia) non essersi imbattuti in Poke House, la catena di ristoranti d’asporto che in brevissimo tempo è diventata leader di mercato con la sua proposta di ciotole di riso e pesce
Poke House: una scommessa di successo Poke House: una scommessa di successo

Da startup a unicorno

Che si ami o meno la recente moda del poke, celebre specialità gastronomica di origine hawaiana, è impossibile (almeno in Italia) non essersi imbattuti in Poke House, la catena di ristoranti d’asporto che in brevissimo tempo è diventata leader di mercato con la sua proposta di ciotole di riso e pesce crudo marinato.

Nata nel 2018 da un’idea, o meglio da un sogno, di due giovani, Matteo Pichi (classe 1986) e Vittoria Zanetti (classe 1991) che hanno scelto di investire su una strategia 100% digitale al centro della loro offerta di poke. Poke House, infatti, può definirsi una foodtech company a tutti gli effetti: il rapido sviluppo della società è legato infatti alla gestione degli aspetti annessi alla consegna (analisi dei dati di piattaforme di delivery di terze parti per comprendere aspetti che possano impattare sui volumi di business) nonché allo sviluppo di un algoritmo proprietario per la gestione della relazione con il cliente. L’analisi real time dei dati inoltre consente a Poke House di aggiustare la propria strategia di business in tempi rapidi, minimizzando i rischi di shock.

Queste caratteristiche ne hanno fatto in brevissimo tempo un unicorno agli occhi degli investitori: ai primi due round di finanziamenti, la foodtech nostrana si è aggiudicata circa 25 milioni di euro, grazie ai quali è iniziata una internazionalizzazione in tempi record: diverse infatti le insegne in Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia.

Verso gli USA e oltre

Il passo verso gli Stati Uniti, vera e propria patria delle poke bowl, non poteva che essere breve: a inizio 2022, Poke House è diventata il primo azionista di Sweetfin, la catena che ha dato il via al trend culinario hawaiano. In questo modo, non solo le insegne della società sono passate a circa 90, ma il fatturato è cresciuto oltre i 100 milioni di dollari.

Un treno in corsa, insomma, che non ha nessuna intenzione di fermarsi: di recente infatti, i fondatori di Poke House si sono preparati per un nuovo super-aumento di capitale. “Stiamo preparando un nuovo round di investimento importante, circa 100 milioni di euro, per accelerare ulteriormente la crescita di Poke House, sia organicamente sia tramite acquisizioni” commenta Pichi, fresco dell’ingresso nel capitale di Poke Perfect, principale competitor olandese, e aggiunge “per questo abbiamo dato mandato di esplorazione a Goldman Sachs”.

Soddisfatta può dirsi anche Vittoria Zanetti, per la quale “il successo raccolto in così poco tempo e la grande community di poke lover cresciuta attorno a noi ci spronano a continuare a espanderci, a portare il nostro concept in tutta Europa e, un domani, anche oltre”. A conti fatti, quindi, si può proprio parlare di un sogno divenuto realtà e, anzi, destinato ad avere sempre più successo.

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