Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Dark Mode Light Mode

Perché facciamo una startup in India

Ha dato i natali a due “unicorni” (startup dal valore superiore al miliardo): l’e-commerce Flipkart.com, 33mila dipendenti, e InMobi.com, pubblicità per cellulari, con 800 impiegati. Le loro storie hanno fatto da volano per l’ecosistema imprenditoriale locale e oggi Bangalore è sede di quasi 5mila startup. Tra loro ce n’è una fondata da italiani. Si chiama
Perché facciamo una startup in India Perché facciamo una startup in India

Ha dato i natali a due “unicorni” (startup dal valore superiore al miliardo): l’e-commerce Flipkart.com, 33mila dipendenti, e InMobi.com, pubblicità per cellulari, con 800 impiegati. Le loro storie hanno fatto da volano per l’ecosistema imprenditoriale locale e oggi Bangalore è sede di quasi 5mila startup. Tra loro ce n’è una fondata da italiani. Si chiama Noonic e offre servizi di sviluppo software, digital marketing e graphic design: fondata nel 2011 da Nunzio Martinello, Sebastiano Favaro e Nicola Possagnolo, veneti 26enni, oggi impiega 20 persone.

Perché avviare una startup a Bangalore?

«Avevamo dei buoni impieghi in Italia e ottime prospettive di carriera, ma ricevevamo tante offerte di lavoro in outsourcing, così abbiamo deciso di metterci in proprio. Abbiamo preso in considerazione più sedi: quella più vantaggiosa in termini di costi era l’India. All’inizio abbiamo scelto Trivandrum, 700 km a sud di Bangalore, perché è sede di un parco tecnologico poi ci siamo spostati a Bangalore, più competitiva» racconta Martinello.

I vantaggi?

«Innanzitutto la crescita a due cifre del mercato locale. Chi apre qui difficilmente fallisce. Inoltre la grandezza della città, che consente di lanciare servizi o prodotti partendo dai quartieri, che contano su centinaia di migliaia di persone. L’e-commerce è in esplosione: la percentuale di utenti è per ora del 25%, già pari a tutti i consumatori Usa, ma con ulteriori prospettive».

Gli svantaggi?

«Individuare professionisti capaci è difficile e richiede tempo. La concentrazione di grandi aziende sul posto porta a una forte richiesta di talenti e gli informatici non si fanno scrupolo di mollare un’impresa su due piedi. A volte i tempi dei funzionari sono biblici (anche tre mesi per avere la Partita Iva)».

Redazione

Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Articolo precedente
Un’italiana tra le 5 migliori piattaforme di crowdfunding in Europa

Un’italiana tra le 5 migliori piattaforme di crowd...

Articolo successivo
Facebook cerca 200 persone in Irlanda

Facebook cerca 200 persone in Irlanda

Advertisement
Advertisement

Consigliati per te

Turismo sotto pressione, aumentano le cancellazioni Turismo sotto pressione, aumentano le cancellazioni
Dormire di più per guadagnare di più Dormire di più per guadagnare di più
Se fossi immortale, investiresti nel futuro? Se fossi immortale, investiresti nel futuro?
Il nuovo lusso non ostenta: sceglie Il nuovo lusso non ostenta: sceglie
Cucina italiana patrimonio UNESCO, una leva di attrattività economica Cucina italiana patrimonio UNESCO, una leva di attrattività economica
Rallentare per rinascere: il nuovo lusso del tempo Rallentare per rinascere: il nuovo lusso del tempo
Che fine hanno fatto i nomadi digitali? Che fine hanno fatto i nomadi digitali?
Boom Supersonic: il jet che cambierà il nostro modo di volare Boom Supersonic: il jet che cambierà il nostro modo di volare