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Occupazione alle stelle, non si vedeva un tasso così alto dal 1997

Con il picco registrato tra settembre e ottobre, l’Italia raggiunge un’occupazione di oltre il 60%   Con oltre il 60% di persone attualmente occupate, l’Italia segna il proprio record. Non si vedeva un tasso di occupazione così elevato dal 1997, complice l’aumento repentino delle assunzioni nei mesi di settembre e ottobre, con +82mila occupati, mentre
Occupazione alle stelle, non si vedeva un tasso così alto dal 1997 Occupazione alle stelle, non si vedeva un tasso così alto dal 1997

Con il picco registrato tra settembre e ottobre, l’Italia raggiunge un’occupazione di oltre il 60%

Con oltre il 60% di persone attualmente occupate, l’Italia segna il proprio record. Non si vedeva un tasso di occupazione così elevato dal 1997, complice l’aumento repentino delle assunzioni nei mesi di settembre e ottobre, con +82mila occupati, mentre i tassi di disoccupazione e inattività scendono a 7,8% e 34,3%.

Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, si rileva un aumento del +0,8% di dipendenti permanenti e un lieve calo per i dipendenti a termine e i lavoratori autonomi, che segnano rispettivamente un -0,6% e un -0,3%. A livello annuale, rispetto al 2021, il balzo è stato di +496mila occupati, una crescita inaspettata dovuta principalmente all’impennata dei contratti a tempo indeterminato, verificatasi durante i mesi di settembre (117mila) e ottobre (502mila). Nel complesso, gli occupati a ottobre erano 23.231.000, numero che supera per la prima volta il record pre-pandemia del giugno 2019.

Ovviamente, nei conteggi non sono comprese solo le nuove assunzioni, ma anche quei lavoratori che da precari sono passati a uno stato indeterminato, facendo lievemente calare lo stato di inoccupazione e disoccupazione e registrando una diminuzione di figure in cerca di lavoro dello 0,4%; ciò significa che al momento in Italia, abbiamo 8mila persone in meno in cerca di lavoro.

Sembra quindi prendere forma una parentesi positiva del nostro Paese, che vede una prospettiva maggiormente rosea, con i propri giovani maggiormente occupati e soddisfatti, le società che investono maggiormente nelle risorse e nella formazione di queste, anche grazie a incentivi dello stato, come i Bonus Formazione o l’imminente Fondo Nuove Competenze.

Risorse sempre più qualificate portano un lavoro di maggiore livello, qualità che viene riconosciuta da sempre alle imprese italiane, che finalmente possono tornare a puntare in alto.

Il tasso di inattività invece è calato del 34,3% e coinvolge donne, 25-34enni e chi ha più di 50 anni, contando una diminuzione di circa 62mila persone inoccupate. Rispetto quindi a ottobre 2021, il numero di persone in cerca di lavoro diminuisce del 14%, pari a -321mila unità, mentre il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni perde un 2,6%, pari a -336mila unità.

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