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Obbligo per i tabaccai di accettare la carta

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha stabilito che dal 30 giugno i tabaccai torneranno ad accettare i pagamenti con il POS.   Il direttore di ADM, Roberto Alesse, ha revocato l’esenzione dall’obbligo di accettare i pagamenti elettronici concessa ai tabaccai lo scorso ottobre. L’obbligo, che coinvolgerà circa 50mila tabaccai in tutta Italia, verrà applicato quindi
Obbligo per i tabaccai di accettare la carta Obbligo per i tabaccai di accettare la carta

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha stabilito che dal 30 giugno i tabaccai torneranno ad accettare i pagamenti con il POS.

Il direttore di ADM, Roberto Alesse, ha revocato l’esenzione dall’obbligo di accettare i pagamenti elettronici concessa ai tabaccai lo scorso ottobre. L’obbligo, che coinvolgerà circa 50mila tabaccai in tutta Italia, verrà applicato quindi ai prodotti dei monopoli (sigarette, francobolli e marche da bollo) per i quali era stata in passato decisa una deroga.

Finora, i tabaccai che si rifiutavano di accettare pagamenti con la carta di credito avevano l’appoggio di Adm. Dopo la revoca, gli esercenti che non adempiono all’obbligo dovranno pagare una sanzione di 30 euro più il quattro per cento del totale della transazione eventualmente rifiutata.

I retroscena della deroga

Con la norma introdotta dal governo Draghi nel marzo 2022, commercianti, artigiani e professionisti erano obbligati ad accettare pagamenti con il Pos. La decisione era stata accolta con amarezza dalla categoria, in particolare dalla Federazione italiana tabaccai (Fit).

La posizione della Fit comunicava un’“incompatibilità” tra i costi connessi alle transazioni e i margini di profitto, e l’Adm aveva accolto il disagio espresso dalle associazioni di categoria.

Il recente dietrofront è spiegato, nelle parole del direttore Alesse, dal fatto che sul mercato risultano ora “variegate offerte del servizio pos, tra le quali tariffe flat, indipendenti dal numero di transazioni effettuate, e tariffe che prevedono il rimborso delle commissioni per i micro-pagamenti inferiori a 10 euro”.

Queste soluzioni, secondo l’Agenzia delle dogane, permettono di superare la criticità lamentate in precedenza dai tabaccai. In risposta alla revoca, la Fit ammette che “si siano fatti grandi passi avanti, in considerazione dei volumi transati e dell’ammontare delle commissioni”, come si legge in una nota ufficiale della Federazione.

Temendo questo momento, la federazione ha continuato a lavorare per far sì che nel rispondere alla crescente richiesta di pagamenti elettronici da parte dei clienti l’incidenza sui ricavi delle relative commissioni fosse sempre più contenuta.”

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