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Non ha cibo per il cane, si inventa un business da 100 milioni di dollari

Finisce le scorte di cibo per il suo cane e si inventa un business incredibile che oggi ha quasi 2 milioni di utenti nel mondo, sedi a San Francisco e Londra e un fatturato di centinaia di milioni di dollari l’anno. La protagonista di questa incredibile avventura è Leah Busque, 37 anni, laureata in informatica
Non ha cibo per il cane, si inventa un business da 100 milioni di dollari Non ha cibo per il cane, si inventa un business da 100 milioni di dollari

Finisce le scorte di cibo per il suo cane e si inventa un business incredibile che oggi ha quasi 2 milioni di utenti nel mondo, sedi a San Francisco e Londra e un fatturato di centinaia di milioni di dollari l’anno.

La protagonista di questa incredibile avventura è Leah Busque, 37 anni, laureata in informatica di Boston. Cosa ha inventato? Taskrabbit, un portale che fa incontrare persone per micro lavori (dal ritirare i vestiti in lavanderia, a pulire casa, ma anche compiti più originali come montare i mobili Ikea).

Quando è nata l’idea di Taskrabbit, Leah aveva un lavoro di tutto rispetto per IBM. La scintilla viene proprio quella sera: è tardi, ha finito il cibo per il cane e non c’è nessuno che può aiutarla: «E se ci fosse qualcuno che qui che si trova in un pet shop e può acquistarlo per me, dietro una commissione?» racconta Leah a The Telegraph.

Il primo sito che realizza si chiama RunMyErrand e funziona secondo il modello di eBay con un meccanismo su base di asta. Chi risponde più velocemente alle richieste vince punti che può cumulare per fare acquisti o tramutare i punti in denaro. L’idea sembra funzionare: c’è anche un investimento a suffragarla: 1,8 milioni di euro. «All’inizio è stato terribile, facevo tutto o quasi da sola. Mi alzavo, programmavo, rispondevo alla telefonate dei clienti e se uno dei lavoretti era fatto male, montavo in sella al mio scooter e lo facevo da me».

La crescita del progetto porta a un cambiamento del modello: non più aste. Si aggiudicava il lavoro chi aveva il punteggio più alto, ottenuto per precedenti lavori nella community. E il sito avrebbe trattenuto il 20% di commissione sulle transazioni. Il modello funziona, tanta gente inizia ad usarla. Compiti tradizionali come lavoretti per elettricista o idraulico (che a quanto pare sono difficili da trovare ovunque). O storie commoventi come una madre che lo usa per portare qualcuno a visitare il figlio durante la chemioterapia:

«La rivoluzione nel mondo del lavoro è solo all’inizio. Il 34% degli americani si considera freelance, in Uk è il 12% e anche nel resto d’Europa i trend sono in crescita. Taskrabbit è l’esempio di come in tempi di crisi, si possa creare una community che lavora per aiutarsi a vicenda».

INFO: https://www.taskrabbit.com/

Giancarlo Donadio

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