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Napoli: il bike sharing nasce dal basso

Tra mobilità ecosostenibile e nuove tecnologie, anche Napoli potrà pedalare in bike sharing. E il merito va a un gruppo di volontari under 30 che hanno ideato un progetto che fa bene alla salute della città e alle tasche dei cittadini. A portare il bike sharing nella città partenopea sarà l’associazione CleaNap. Nata nel 2011
Napoli: il bike sharing nasce dal basso Napoli: il bike sharing nasce dal basso

Tra mobilità ecosostenibile e nuove tecnologie, anche Napoli potrà pedalare in bike sharing. E il merito va a un gruppo di volontari under 30 che hanno ideato un progetto che fa bene alla salute della città e alle tasche dei cittadini.

A portare il bike sharing nella città partenopea sarà l’associazione CleaNap. Nata nel 2011 come movimento di cittadinanza attiva allo scopo di ripulire la città dall’immondizia, ha raccolto consensi e ha definito le linee guida di Bike Sharing Napoli.

Un'idea che prende forma con le prime bici in circolazione entro fine 2013: il servizio sarà gratuito per la prima mezzora e poi tariffato per un massimo di 2 ore.

Dietro al progetto ci sono Emiliana Mellone, presidente dell’associazione, Cristiano May, ideatore e project manager di Bike Sharing Napoli, e altri nove ragazzi.

E i costi? Tra bici, stazioni, furgone e gestione del personale, l’investimento è di 2 milioni di euro: per farvi fronte CleaNap ha partecipato, vincendolo, a un bando del Miur, Smart Cities and Communites and Social Innovation. Il ministero finanzia l’80% del progetto, il restante 20% (400.000 euro) è a carico dell’associazione:

Stiamo apportando la nostra quota attraverso il lavoro volontario, ma abbiamo anche testato il crowdfunding su due piattaforme. Pensiamo che anche per gli sponsor possa essere una buona occasione» spiega May. «In futuro speriamo che questo possa diventare il nostro lavoro e che crei posti anche per altri».

D’altra parte, i benefici del bike sharing sono noti: meno inquinamento, spostamenti più rapidi, spese ridotte per trasporti e benzina, migliore impatto turistico. Ma non solo:

Vogliamo contribuire a cancellare un’idea errata di Napoli e dimostrare ciò che può offrire».

Intanto, il team è impegnato nella ricerca:

Stiamo studiando il traffico perché ogni bici sarà dotata di GPS e il servizio sarà utile anche per la Pubblica Amministrazione, per capire i percorsi da potenziare».

Non solo pedali, però, ma anche digitale: Bike Sharing Napoli infatti prevede un’App – su cui è al lavoro la start up LusiLab - che indicherà le bici disponibili nella stazione più vicina, consentirà di prenotarle e darà info sui luoghi di interesse nei dintorni.

INFO: http://cleanap.wordpress.com/tag/bike-sharing/

Elisa Di Battista

Vuoi sapere tutto sul bike sharing? Leggi l’inchiesta di Elisa Di Battista e Giancarlo Donadio su Sharing Economy, allegato a Millionaire di settembre.

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