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Mattia, 20 anni e un'impresa spaziale: «Vogliamo offrire una tecnologia per lo spazio accessibile a tutti»

Mattia Barbarossa ha 20 anni e una startup, Sidereus Space Dynamics. Il nome racchiude un omaggio a Galilei e un programma: realizzare tecnologie per viaggiare nello spazio. Ha incassato un round di 1,5 milioni di euro, sottoscritto da Cdp Venture Capital sgr tramite il Fondo Italia Venture II, e il fondo Primo Space, gestito da
Mattia, 20 anni e un'impresa spaziale: «Vogliamo offrire una tecnologia per lo spazio accessibile a tutti» Mattia, 20 anni e un'impresa spaziale: «Vogliamo offrire una tecnologia per lo spazio accessibile a tutti»

Mattia Barbarossa ha 20 anni e una startup, Sidereus Space Dynamics. Il nome racchiude un omaggio a Galilei e un programma: realizzare tecnologie per viaggiare nello spazio. Ha incassato un round di 1,5 milioni di euro, sottoscritto da Cdp Venture Capital sgr tramite il Fondo Italia Venture II, e il fondo Primo Space, gestito da Primo Ventures.

«Voglio semplificare il passaggio allo spazio orbitale più vicino alla Terra, la bassa orbita terrestre, a circa 550 km dalla superficie. Da lì, si può fare molto, per esempio trasportare cose e persone. Partendo dallo spazio, in soli 40 minuti si può raggiungere qualsiasi punto della Terra. Poi, nei prossimi anni, assisteremo al salto planetario. L’umanità colonizzerà lo spazio attorno alla Terra e si sposterà verso altri pianeti».

Sidereus Space Dynamics è stata fondata da Mattia nel 2019, con Luca Principi e Massimiliano Masciarelli a Napoli.

A che punto siete? «Stiamo realizzando razzi Eos, lanciatori di nuova generazione, che possono partire da qualsiasi luogo della terra in poche ore, utilizzando propellenti sicuri, immagazzinabili e a emissioni zero. I razzi si riutilizzano, perché possono essere governati in sicurezza, eseguire operazioni anche in orbita, atterrare. Vogliamo offrire una tecnologia accessibile a tutti. Entro il 2030, permetterà anche il lancio di cargo e persone».

Mattia, fin da bambino, ha la passione per le scienze naturali e il progresso dell’umanità.

«Ho scalato il Vesuvio 10 volte, cercavo di fotografare i fulmini, inseguendo i temporali. I miei assecondavano le mie follie. A 10 anni ho cominciato a studiare lo spazio. Volevo fare l’inventore. Facevo progetti. Ho sfinito il direttore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte, fin quando mi ha permesso di tenere conferenze. La prima, sull’esplorazione dello spazio profondo, l’ho tenuta a 13 anni».

Mattia porta avanti l’attività di speaker (eventi Esa, Nasa, University of Alabama...), coltiva studi di astrobiologia, vince concorsi internazionali di agenzie aerospaziali con i suoi progetti, inventa uno scudo per le radiazioni spaziali che impiega alghe. Si fa conoscere a livello internazionale. Ma la scuola, l’università gli vanno strette.

«Le mie tecnologie erano al limite del fattibile, ci sono sempre resistenze verso l’innovazione spinta, in ambiente accademico. Ho pensato di avviare un’impresa mia. Avevo solo 17 anni. Ci ho lavorato su per mesi, dormendo pochissimo, sino ai miei 18. Poi ho fondato Sidereus Space Dynamics».

Tratto dall'articolo "Il cantico degli innovatori" pubblicato su Millionaire di febbraio 2022. 

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