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Matteo inventa le carte che aumentano la creatività

Designer, Matteo Di Pascale 28enne di Alessandria, ha fatto della creatività la sua ragione di vita. Dopo gli studi di disegno industriale a Genova, inizia a lavorare nella sua prima agenzia di pubblicità. Ma dopo 10 mesi molla tutto e va ad Amsterdam per sviluppare App. Sempre in Olanda crea un social network stile Pinterest,
Matteo inventa le carte che aumentano la creatività Matteo inventa le carte che aumentano la creatività

Designer, Matteo Di Pascale 28enne di Alessandria, ha fatto della creatività la sua ragione di vita. Dopo gli studi di disegno industriale a Genova, inizia a lavorare nella sua prima agenzia di pubblicità. Ma dopo 10 mesi molla tutto e va ad Amsterdam per sviluppare App. Sempre in Olanda crea un social network stile Pinterest, va in Silicon Valley per cercare finanziamenti, ma le cose non vanno come sperava.

Torna in Italia e diventa art director presso un’agenzia: è lì che riprende un’intuizione avuta anni prima a Milano insieme a Alessandra Mazucchelli: carte molto originali che riprendendo i simboli dei tarocchi, stimolano la creatività di chi le guarda, e di chi legge le favole evocative che sono associate a ciascuna di esse: «I tarocchi sono una raccolta di archetipi. Simboli che ci trasportano nel mondo dell’inconscio e dell’intuizione. Non sono un modo per risolvere il problema della creatività. Ma uno strumento di ispirazione» racconta Matteo che per mettere il suo prodotto sul mercato prova i canali tradizionali, ma nessuno è disposto a rischiare su un prodotto così nuovo, originale:

«Allora ho scelto di provare il crowdfunding. Nel 2013 avvio una campagna su Kickstarter e raccolgo 45mila euro». Con la campagna di Intùiti, che resta a oggi una delle più finanziate in Italia, Matteo porta sul mercato le sue carte, in questi giorni sta partendo la nuova produzione: «Ne ho venduti 3mila. Grazie al crowdfunding anche chi non avrebbe scommesso nulla sull’idea si è dovuto ricredere».

Ma non è stato facile raccogliere tanti soldi. Matteo spiega come ha fatto:

«1) Parti dal goal, deve essere non troppo alto, funzionano quelli intorno ai 10mila dollari. Anche se più alto l’importante è che corrisponda al budget necessario per la produzione. 2) Il video emozionale, di circa 3 minuti deve dare accesso al backstage, dare cioè retroscena su chi è il creatore della campagna. 3) I reward. Con Early Bird puoi offrire sconti ai donatori. È importante incentivarli nei primi giorni, per diventare una campagna di tendenza e aumentare la visibilità. Upselling invece ti serve per differenziare i tipi di ricompense (puoi abbinare al prodotto fisico, prodotti virtuali o servizi). Stretch Goal. Sono quelle ricompense aggiuntive che inserisci quando raggiungi prima l’obiettivo. Stabiliscili in precedenza. 4) Promozione. Si parte dalla propria rete personale attraverso i social, poi blog di nicchia e eventi che danno visibilità alla community. 5) Newsletter. Se si è bravi e fortunati si viene selezionati dalla redazione di Kickstarter e inseriti nella loro newsletter»

E cosa succede dopo? Matteo riprova a venderle attraverso i canali tradizionali (costo 20 euro), ma le difficoltà aumentano: «Mi dicevano che con la campagna su Kickstarter gli avevo rubato il primo anno di vendita». Allora cerca una nuova collocazione per affermare il progetto. E arrivano i risultati: «L’idea è di inserirlo come strumento di formazione aziendale, come evoluzione dei metodi di brainstorming. I partecipanti raccontano le proprie opinioni attraverso le carte, gettando le basi di conversazioni oneste e libere da giudizio, che permettono all’intero gruppo di arrivare con maggiore precisione al nucleo del problema. Abbiamo condotto test con imprenditori, artisti e startup».

Un consiglio per aumentare la creatività? «Inizia da un esame di coscienza: sei realmente interessato a ciò che fai? I blocchi creativi nascono quando non si ama il progetto di cui ci si sta occupando. Ogni volta che una mia idea non ha funzionato è stato per questo motivo».

INFO: http://www.intuiti.it/

Giancarlo Donadio

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