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«Il secondo figlio? Ti licenzio» E lei fonda una grande azienda

Morena, Monica e Marta Fabbri sono tre sorelle, mamme e lavoratrici, unite da un’impresa, Marlù, dal nome di Marco e Lucia, figli di Morena. Producono gioielli innovativi, che vogliono comunicare valori familiari, affetti, sentimenti. Dietro c’è il lavoro di designer (l’azienda collabora con l’Università di San Marino e l’ateneo di Bologna), quello di tanti collaboratori
«Il secondo figlio? Ti licenzio» E lei fonda una grande azienda «Il secondo figlio? Ti licenzio» E lei fonda una grande azienda

Morena, Monica e Marta Fabbri sono tre sorelle, mamme e lavoratrici, unite da un’impresa, Marlù, dal nome di Marco e Lucia, figli di Morena. Producono gioielli innovativi, che vogliono comunicare valori familiari, affetti, sentimenti. Dietro c’è il lavoro di designer (l’azienda collabora con l’Università di San Marino e l’ateneo di Bologna), quello di tanti collaboratori e dipendenti, più della metà donne, e la storia personale delle fondatrici.

La vostra azienda nasce da un gesto coraggioso…

«Sì, Morena, giovanissima, vendeva bijou in negozio, a San Marino, aiutata da Monica» racconta Marta, che oggi si occupa della comunicazione e ha lasciato la sua attività di architetto per unirsi alle sorelle. «Poi, era diventata rappresentante di un’azienda, che l’ha licenziata senza motivo, prima che avesse il suo secondo figlio, dopo averle chiesto di formare chi poi la sostituì. Lei non si è persa d’animo e nel 2001 ha fondato un’azienda sua, rischiando tutto. E noi, l’abbiamo seguita. Insieme, siamo complementari e abbiamo affrontato le difficoltà».

Marlù oggi è un brand noto, sponsor di The Voice. «Non volevamo avere testimonial famosi, ma condividere i sogni di ragazzi che non lo sono ancora. Offriamo i nostri gioielli da indossare ai partecipanti, solo se vogliono, scegliendo quelli che preferiscono. Coinvolgere i fan è il nostro obiettivo, anche col Marlù Love Tour e i Love Books».

Queste scelte vi hanno premiato?

«Il nostro fatturato cresce del 30% l’anno, i nostri dipendenti sono passati da 20 a 50 in tre anni, abbiamo anche dipendenti all’estero che seguono la produzione, 20 agenti plurimandatari, 32 negozi monomarca, uno nostro e gli altri in franchising».

Come capire se si ha il talento per fare impresa?

«Corpo e mente te lo dicono, bisogna leggersi dentro, senza maschere. E quando hai voglia di metterti in gioco, non aver paura di rischiare. Io ho investito tutto quello che avevo (e non avevo). È un salto nel buio, lo fai con te stessa e con quelli di cui ti fidi».

Tratto dall'articolo "I talenti delle donne" pubblicato su Millionaire di marzo 2020.

 

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