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Marco Argenti: Chief Information Officer di Goldman Sachs

Dotato di 12mila programmatori dell’istituto e di un budget miliardario, Argenti ha l’obiettivo di trasformare il colosso della finanza Usa in una società tecnologica Laureato in Ingegneria informatica all’Università di Pisa nel 1986 e Politecnico di Milano per l’esame di Stato, Marco Argenti vola in Ontario come guest professor alla University of Waterloo per poi
Marco Argenti: Chief Information Officer di Goldman Sachs Marco Argenti: Chief Information Officer di Goldman Sachs

Dotato di 12mila programmatori dell’istituto e di un budget miliardario, Argenti ha l’obiettivo di trasformare il colosso della finanza Usa in una società tecnologica

Laureato in Ingegneria informatica all’Università di Pisa nel 1986 e Politecnico di Milano per l’esame di Stato, Marco Argenti vola in Ontario come guest professor alla University of Waterloo per poi diventare Ceo e Cto di Internet Frontier (gruppo Microforum).

Nel 2001, quando Paolo Barberis porta in borsa Dada, Argenti torna dal Canada dove nel ‘96 aveva venduto a Microforum, una delle prime società di e-commerce, la startup Dreamware ed entra nella società fiorentina come amministratore delegato di Wireless Solutions. Vi rimane fino al 2008 come Chief Executive Officer. Nel 2008 viene chiamato dalla Nokia a gestire il marketplace di App Ovi come vice president Media e Games fino al 2011 e poi come senior vice president della Developer Experience.

Dal 2013 al 2019 è stato vice president Technology di Amazon Web Services (AWS), supervisionando tutti gli aspetti del ciclo di vita del prodotto dei Cloud Services, tra cui strategia, pianificazione aziendale e coinvolgimento degli sviluppatori. In Amazon ha aiutato varie società a digitalizzare la produzione. Immaginate questa cosa dentro una banca: quello che è accaduto nel retail con l’e-commerce deve ancora accadere nella finanza.

Goldman Sachs e i primi passi nel mondo fintech

"La tecnologia continuerà a plasmare i mercati e le piattaforme digitali che integrano perfettamente esecuzione, analisi e contenuti definiranno sempre più il modo in cui i nostri clienti scelgono di effettuare transazioni” cita la nota banca d’affari americana.

E infatti Goldman Sachs ha già mosso i primi passi nel settore fintech erogando un finanziamento da 50 milioni di dollari, che può essere ampliato fino a 150 milioni, all'"unicorno" messicano Clara, una startup con una valutazione di oltre 1 miliardo di dollari che offre carte di credito aziendali e risorse per la gestione delle spese. I fondi saranno utilizzati per potenziare l'infrastruttura tecnologica di Clara e per linee di credito sempre più grandi per i clienti, ha detto a Reuters l'amministratore delegato di Clara, Gerry Giacoman.

Per Goldman Sachs, la linea di debito estesa a Clara non è la prima incursione nel finanziamento di fornitori di carte di credito aziendali. L'anno scorso, Goldman Sachs ha fornito lo stesso importo, 150 milioni di dollari, alla startup statunitense Ramp. Nel maggio 2022 Goldman Sachs ha erogato poi un prestito garantito da bitcoin del valore di 27 miliardi di dollari al famoso exchange di criptovalute Coinbase.

Argenti fa parte del Consiglio di Amministrazione della Seattle Symphony Orchestra ed è il leader del gruppo di alternative rock Element47. Forse è proprio per questo che va così d’accordo con il numero uno di Goldman Sachs David M. Solomon, detto anche "DJ d-sol".

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