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Marc Benioff, Ceo di Salesforce: «C'è una sola persona che può cambiare il mondo: tu»

Sarà il prossimo Steve Jobs. Fra cinque anni, il nome di Marc Benioff, fondatore del colosso americano del cloud computing Salesforce, sarà sulla bocca di tutti. Imprenditore, filantropo, scrittore, magnate dei media (ha comprato a titolo personale il Time), è uno dei leader tech più innovativi e carismatici del Pianeta. Il suo patrimonio personale supera
Marc Benioff, Ceo di Salesforce: «C'è una sola persona che può cambiare il mondo: tu» Marc Benioff, Ceo di Salesforce: «C'è una sola persona che può cambiare il mondo: tu»

Sarà il prossimo Steve Jobs. Fra cinque anni, il nome di Marc Benioff, fondatore del colosso americano del cloud computing Salesforce, sarà sulla bocca di tutti. Imprenditore, filantropo, scrittore, magnate dei media (ha comprato a titolo personale il

Time), è uno dei leader tech più innovativi e carismatici del Pianeta.

Il suo patrimonio personale supera i 6,5 miliardi di dollari. Come nelle migliori leggende della Silicon Valley, Benioff è partito da zero, in un appartamento in affitto a San Francisco nel 1999. In 20 anni ha creato un impero, ma la sua non è solo la storia di un imprenditore.

«Ho costruito una grande azienda per avere un impatto positivo sul mondo»

55 anni, figlio di un negoziante (“Da mio padre ho imparato l’etica del lavoro”), Benioff si è laureato in Business administration all’Università della California, pagandosi gli studi. Con un destino già tracciato, a 14 anni crea e vende il software How to Juggle per 75 dollari. A 15 anni fonda la sua prima azienda di videogame, Liberty Software, guadagnando royalty per 1.500 dollari al mese. Entrato per uno stage di pochi mesi alla Apple, conosce Steve Jobs, che diventa suo mentore, e impara un sacco di cose.

«In quell’estate ho scoperto che un imprenditore poteva incoraggiare idee rivoluzionarie»

© Photo by Jakub Mosur Photography - © Salesforce

A 23 anni è già in Oracle, a 26 è vicepresidente

A 23 anni, Marc Benioff inizia la sua carriera in Oracle, dove resta per 13 anni, diventando il pupillo del Ceo, Larry Ellison. A 26 anni, è già vicepresidente: guadagna 300mila dollari l’anno. Poi sente il bisogno di cambiare. E in accordo con Ellison, prende un periodo sabbatico. Va alle Hawaii, per tre mesi nuota con i delfini e studia cosa fare del suo futuro. Poi va in India, incontra personaggi carismatici e capisce che per lui non c’è differenza tra fare business e fare del bene.

«L’anno sabbatico è stato il periodo più produttivo e più influente della mia carriera» scrive nella sua biografia

Tornato in California, Benioff ottiene il permesso di lavorare al mattino all’idea di Salesforce e al pomeriggio continua il suo lavoro in Oracle. Ellison stesso lo incoraggerà a creare la sua azienda, nonostante sarebbe diventato un concorrente, investendo 2 milioni di dollari. «Sapeva però che avevo bisogno dei migliori talenti e che li avrei cercati in Oracle. Mi chiese di non portare via più di tre persone. Ellison è stato molto più di un boss per me. È stato un mentore e un amico». Il rapporto tra i due, spesso coinvolti in faide pubbliche, è in realtà ancora fatto di stima e di amore reciproco. Salesforce, il cui Crm permette alle aziende di avere un rapporto umano con i clienti, ha raggiunto il miliardo di dollari più velocemente di ogni altra azienda.

Oggi, con 45mila dipendenti, ha superato 13 miliardi di dollari. È quotata al Nyse dal 2004 e la sua capitalizzazione supera 125 miliardi di dollari.

© Photo by Jakub Mosur Photography - © Salesforce

La vera sfida: il modello 1-1-1

Il modello imprenditoriale di Benioff va sotto la sigla 1-1-1: è un modello di capitalismo inclusivo ideato da lui stesso e parte integrante dello statuto aziendale di Salesforce. Prevede che l’1% delle ore lavorative, l’1% del capitale azionario e l’1% dei prodotti vengano donati ad associazioni non profit. Significa che i dipendenti hanno 8 giorni lavorativi all’anno (considerati a tutti gli effetti giorni lavorativi e quindi pagati dall’azienda) in cui dedicarsi a qualsiasi tipo di attività di volontariato. Significa devolvere parte dei ricavi ad attività filantropiche. In 20 anni, Benioff ha donato 250 milioni ad attività benefiche, concentrandosi soprattutto sulla salute dei bambini (a San Francisco e Oakland ha costruito gli ospedali per bambini all’Ucsf, University of California) e dei senzatetto. «Salesforce è un’azienda unica, all’avanguardia, etica. Capace di attirare i migliori talenti del Pianeta, sempre più sensibili a questi temi. E il merito è tutto di Benioff: sa vedere il futuro sei mesi prima di un altro, ha una straordinaria capacità di ascolto e vuole promuovere un nuovo capitalismo, basato sui valori» spiega Paolo Bergamo, senior vicepresident di Salesforce, 45 anni, una carriera straordinaria in California, unico italiano nella lista dei fidati consiglieri del leader, un gruppo ristretto di 30 persone che va sotto il nome di

Benioff Strategy List. Leggi la sua intervista qui.

Tratto da Millionaire di novembre 2019.

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