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Lumyer, l'app di due italiani scelta dalla Universal

Dopo gli inizi difficili in un ex magazzino di Torino, Simone Offredo e Francesco Scrufari lanciano un’app di photo editing che conquista gli Usa, in un mercato dominato da Snapchat. Simone Offredo e Francesco Scrufari hanno iniziato da giovanissimi la loro avventura da imprenditori. Nel 2001, appena 24enni, hanno fondato una società di consulenza informatica
Lumyer, l'app di due italiani scelta dalla Universal Lumyer, l'app di due italiani scelta dalla Universal

Dopo gli inizi difficili in un ex magazzino di Torino, Simone Offredo e Francesco Scrufari lanciano un'app di photo editing che conquista gli Usa, in un mercato dominato da Snapchat.

Simone Offredo e Francesco Scrufari hanno iniziato da giovanissimi la loro avventura da imprenditori. Nel 2001, appena 24enni, hanno fondato una società di consulenza informatica a Torino. Si chiama Ulixe. Sono partiti da un ex magazzino. Oggi la società ha tre sedi in Italia, una a Londra, una a Los Angeles e 260 dipendenti in tutto il mondo. Il successo è arrivato grazie a due prodotti: VisionBooks, una piattaforma di digital publishing che permette di animare i fumetti digitali, e Lumyer, un'app di photo editing con cui applicare effetti speciali a foto e video. Quest'ultima, lanciata nel 2015, in meno di un anno ha raggiunto i 10 milioni di download e continua a crescere al ritmo di 1,5 milioni di utenti al mese (e 32 milioni di effetti scaricati). La sua diffusione virale ha attirato l'attenzione della Universal. La major hollywoodiana ha scelto Lumyer per la promozione dei suoi film di Halloween e Natale. Ed è già un successo: 300mila download in due giorni per gli effetti rilasciati per il film di Halloween.

Gli inizi...

«Eravamo in quattro, ci eravamo conosciuti a scuola. Lavoravamo tutti come dipendenti, ma volevamo creare qualcosa di nostro. Con una buona dose di incoscienza, ci siamo lanciati in questa avventura. Abbiamo iniziato con un programma di gestione dei clienti via web. Eravamo ancora inesperti. Ed essere giovani ci ha ostacolato, anche nei rapporti con i clienti. Da ragazzo puoi risultare meno credibile. Così all'inizio fingevamo di essere solo i dipendenti della società. Per anni siamo andati avanti con le nostre risorse. Abbiamo reinvestito tutti i guadagni. Non avevamo nessuno alle spalle che potesse aiutarci. E nessun finanziamento».

Il successo non è immediato e due soci lasciano il team. Simone e Francesco vanno avanti, nonostante le difficoltà. Tanti "no", compreso quello di una banca che sosteneva di non poter finanziare qualcosa di "immateriale" come un'applicazione.

Le app: VisionBooks e Lumyer

L'obiettivo dei due amici torinesi è sviluppare nuovi prodotti. Nel 2012 creano VisionBooks. «Abbiamo partecipato al progetto Gap, un programma di accelerazione della UCLA, l'università della California, a Los Angeles, che ci ha permesso di lanciare l'app sul mercato americano. I maggiori player del settore sono americani. Così abbiamo fondato una società negli Usa. Ma il team di sviluppo resta in Italia, dove c'è un livello di competenze tecnologiche alto».

Dopo l'animazione dei fumetti, i due decidono di dedicarsi all'animazione delle foto. A ottobre del 2015 lanciano Lumyer, che scala le classifiche globali. È tra le più scaricate in Cina e Giappone, nonostante la concorrenza di grossi competitor come Snapchat. «È stato un successo inaspettato. Avevamo promosso l'app con gli strumenti di advertising online di Facebook e Google. Ma la diffusione di Lumyer è dovuta principalmente a meccanismi virali. Quando un utente posta i contenuti modificati con l'app, altri lo seguono ed effettuano il download. Dopo uno speciale su Lumyer alla tv cilena c'è stato un boom anche lì». La società che gestisce l'app è americana ma la tecnologia made in Italy.

La svolta

Il punto di svolta è stato l'ingresso in Plug&Play, l'acceleratore di Google e PayPal. La società è cresciuta e il team di Lumyer ha chiuso un primo round di investimento di 500mila euro. «Durante una presentazione dell'app in Silicon Valley la Universal ha notato la nostra applicazione. Sono rimasti colpiti dai numeri. E hanno scelto di usarla per promuovere i loro film. Di solito le major usano Snapchat o Masquerade. È stato incredibile che un colosso del cinema come Universal abbia scelto l'app di un nuovo player, per di più straniero. Ci auguriamo che possano nascere nuove collaborazioni come questa».

I consigli di Simone e Francesco

«Se vuoi avere successo, confrontati sempre con il meglio, guarda al mercato internazionale. Osserva come cambia il mondo: bisogna essere pronti anche a disinnamorarsi delle proprie idee. Crea un prodotto snello, originale. Cerca subito la risposta del mercato. E, soprattutto, non avere paura di fallire».

Info: http://www.ulixe.com/

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