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L’importanza del brand marketing raccontata dal film AIR

AIR (La storia del grande salto) è ora nelle sale cinematografiche. Il film, del regista e attore Ben Affleck e con la partecipazione di un cast stellare, racconta l’incredibile partnership tra l’esordiente Michael Jordan e Nike, un brand di scarpe sportive fino ad allora poco influente nel mondo del basket. Una partnership che ha rivoluzionato
L’importanza del brand marketing raccontata dal film AIR L’importanza del brand marketing raccontata dal film AIR

AIR (La storia del grande salto) è ora nelle sale cinematografiche. Il film, del regista e attore Ben Affleck e con la partecipazione di un cast stellare, racconta l'incredibile partnership tra l'esordiente Michael Jordan e Nike, un brand di scarpe sportive fino ad allora poco influente nel mondo del basket. Una partnership che ha rivoluzionato il mondo dello sport e della sponsorizzazione degli atleti. Il film, oltre ad essere coinvolgente e ben fatto, è anche un’ottima lezione di marketing. Ecco alcuni spunti.

1. La missione aziendale può veramente essere l’arma migliore

La ‘mission’ funziona solo quando l’azienda ci crede veramente, anche a costo di mettere a rischio il profitto. Come Nike, molte aziende hanno i loro alti e bassi. Ma alla fine della giornata, quando il gioco si fa duro, è la loro stella polare, il loro "perché", che le fa andare avanti, ricordando loro perché sono nate. Nike, come ricorda il film, aveva ben chiari i propri principi, i propri ‘comandamenti’, ben lontani da essere autoreferenziali (ad es. Aspiriamo a essere il marchio sportivo n. 1). Riguardava i loro fan e clienti. L'obiettivo di Nike è dare potere a tutti perché ognuno ha un atleta dentro di sé e tutti i loro messaggi sono sempre stati intorno a questo, incluso il famoso slogan "Just Do It". Quando la direzione, i collaboratori ed i clienti si riconoscono nella missione aziendale la crescita arriva naturalmente.

2. I leader di mercato possono beneficiare dal potere del proprio brand, ma le aziende minori hanno più spazio per crescere

Il film è iniziato con Nike al terzo posto nel mercato, dopo Adidas (n. 1) e Converse (n. 2). Nike ha acquisito Converse nel 2003 per 315 milioni di dollari ed è ora diventato il marchio sportivo numero uno con un fatturato annuo di 49 miliardi di dollari, quasi il doppio di quello di Adidas. I brand minori devono faticare di più se aspirano a diventare i numeri uno. Possono incrementare le loro quote di mercato (catturando spazi lasciati liberi) o far crescere il mercato stesso (generando nuova domanda, nuovi fabbisogni, etc.). Nike ha fatto entrambe le cose. Piuttosto che concentrarsi sul vendere scarpe agli atleti, Nike ha pensato in grande e si è saputa proporre perché tutti potessero essere (o sentirsi) atleti. Nike ha creato una domanda che prima non c'era, che, con il tempo, è cresciuta molto di più in volume rispetto al mercato esistente. Inoltre, avendo meno da perdere, Nike ha osato rischiare su Michael Jordan e questo, per loro, ha funzionato in modo fenomenale. I piccoli brand ambiziosi hanno molto da imparare da Nike.

3. Una scarpa è solo una scarpa fino a quando qualcuno non ci mette piede

"Una scarpa è solo una scarpa fino a quando mio figlio non ci mette piede" come disse Deloris Jordan, la madre di Michael Jordan. Questa è letteralmente la definizione di branding. Senza un brand che dia il suo significato, una scarpa è solo un prodotto.

Con l’associazione del marchio Nike alla grandezza di Michael Jordan, l'Air Jordan di Nike è diventata un simbolo con cui molte persone si sono riconosciute e tutt’oggi aspirano ad avere come parte della loro identità. Solo nel suo primo anno, Air Jordan realizzò entrate per 126 milioni di dollari, aprendo al mondo degli sportivi di tutto il mondo la possibilità di condividere una quota di questo business.

Le aziende non dovrebbero adottare una ‘mission’ con il solo proposito di puntare ad un maggiore fatturato, ma dovrebbero considerarlo come la loro bussola a cui aggrapparsi e guidarle durante un viaggio sicuramente imprevedibile.

Questo film ha raccolto una storia, su cui ci sarebbe molto altro da aggiungere, e l’ha raccontata in un modo cinematografico veramente apprezzabile e divertente. Da vedere.

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