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L’evoluzione della ristorazione passa dai virtual brand

L’ascesa del delivery ha favorito lo sviluppo di un approccio strategico nel settore food. Presentiamo una case history esemplare in ambito di insegne virtuali.   Continua la crescita dei ristoranti virtuali di Deliveroo. Dopo 5 anni dal lancio in Italia, non si arresta la crescita dei virtual brand, che adesso sono più di 2.000. Nel
L’evoluzione  della ristorazione passa dai virtual brand L’evoluzione  della ristorazione passa dai virtual brand

L’ascesa del delivery ha favorito lo sviluppo di un approccio strategico nel settore food. Presentiamo una case history esemplare in ambito di insegne virtuali.

Continua la crescita dei ristoranti virtuali di Deliveroo. Dopo 5 anni dal lancio in Italia, non si arresta la crescita dei virtual brand, che adesso sono più di 2.000. Nel secondo trimestre del 2022, il numero dei virtual brand presenti sulla App è cresciuto del 90% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A rivelarlo è la piattaforma leader dell'online food delivery a 5 anni dal lancio dei virtual brand sul mercato italiano. La top 5 delle città con il maggior numero di ristoranti virtuali (rispetto al totale dei ristoranti partner) sono: Trapani, Conegliano, Reggio Emilia sul podio. Seguono Milano e Civitavecchia. Abbiamo intervistato Matteo Sarzana, general manager Deliveroo Italy.

Matteo Sarzana, general manager Deliveroo Italy.

Cos'è un ristorante virtual?

«I virtual brand sono uno strumento che permette ai ristoratori partner di Deliveroo di affiancare alla loro offerta, fisica e tradizionale, un ristorante virtuale disponibile solo attraverso la piattaforma. In questo modo, utilizzando sempre la cucina del ristorante “fisico”, il partner può proporre, attraverso un nuovo brand, nuovi tipi di cucina, nuovi piatti, quindi una nuova offerta pensata solo per il canale online e tagliata “su misura” della domanda presente in una specifica area geografica. Attraverso il nostro supporto commerciale e consulenziale aiutiamo il ristoratore a definire un posizionamento puntuale capace di intercettare una nuova domanda, target diversi e, dunque, aumentare il giro d’affari».

Quali i requisiti per aprire un ristorante virtuale?

«Tutti i ristoranti partner possono aprire un virtual brand.Servono impegno e passione, ma soprattutto la capacità di cucinare prodotti di qualità in un ambito nuovo, nel quale il ristorante vuole costruire una nuova clientela».

In quanto tempo si è attivi?

«La procedura è simile a quella seguita per un ristorante tradizionale e i tempi sono molto rapidi. In genere, una volta stabilito il menu, dalla firma del contratto in pochi giorni il virtual brand è attivo e visibile in piattaforma».

Cosa vedono i clienti quando ordinano da un ristorante virtuale?

«Un normale ristorante con il suo brand, la sua immagine, il suo menu e le sue offerte, come ogni altro ristorante presente in piattaforma. Per il consumatore non c’è alcuna differenza. C’è solo un’offerta più varia, più ampia e anche più puntuale rispetto alle tendenze di consumo e, dunque, alle preferenze espresse in una determinata area della città in cui si sta ordinando».

Qual è il vantaggio di aprire un ristorante virtuale?

«Il principale è la possibilità di poter contare su un canale di fatturato, parallelo e incrementale, con un impatto ridotto sui costi fissi, dal momento che la cucina, gli spazi, l’infrastruttura fisica, il personale e il know-how utilizzato nella preparazione dei piatti che compongono il menu del virtual brand sono gli stessi utilizzati per il ristorante fisico. Non è poco, considerati i costi crescenti che oggi i ristoratori devono affrontare».

Brand virtuali e “cucine fantasma”: differenze?

«Le cosiddette ghost kitchen sono un modello alternativo ai virtual brand: vere e proprie cucine pensate per la preparazione di cibi per la sola consegna, installate in aree strategiche della città. Sono infrastrutture messe a disposizione di più ristoranti per preparare cibo in aree densamente popolate e prive di un’offerta adeguata. È il modello che in Deliveroo va sotto il nome di Editions, presente oggi in alcuni mercati in cui la nostra piattaforma è attiva, a cominciare da Regno Unito e Francia. In Italia abbiamo deciso di puntare su Virtual Brand, un’intuizione nata proprio in Deliveroo Italy ed esportata anche in altri mercati. È l’esempio di come l’innovazione, unita al talento tutto italiano, possa fare la differenza. E il mercato ci ha dato ragione. Negli ultimi 12 mesi abbiamo osservato una crescita del numero dei virtual brand in piattaforma del 90%».

Perché il ristorante dovrebbe creare un virtual brand?

«Se un ristorante vuole intercettare nuove fette di mercato, nuovi trend, proporre una tipologia di cucina che è capace di fare ma che, per scelte di mercato, non è in linea o non è compatibile con il menu del ristorante fisico, se vuole aumentare giro d’affari e fatturato, insomma se vuol fare innovazione la leva della propria crescita senza gravare eccessivamente sui costi, il virtual brand è la scelta più adatta».

Quanto è importante l'estetica?

«Molto. Curare la visual identity del virtual brand, a partire dal logo, ma anche dal modo in cui vengono presentati i piatti e i cibi presenti nel menu, è un aspetto essenziale per sfruttare al meglio la visibilità online che una piattaforma come Deliveroo è capace di garantire ai ristoranti partner».

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