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Da dipendenti a startupper, creano i pannelli solari "prêt-à-porter": «Abbiamo cambiato vita per realizzare i nostri sogni»

«La nascita della nostra prima nostra figlia e l’arrivo della pandemia ci hanno fatto dire “adesso o mai più”». Così Sara Plaga e Kim-Joar Myklebust, coppia nella vita e ora anche nell’impresa, nel 2020 hanno deciso di lasciare i rispettivi lavori e lo scorso giugno hanno fondato Levante. La loro startup sviluppa e produce pannelli
Da dipendenti a startupper, creano i pannelli solari "prêt-à-porter": «Abbiamo cambiato vita per realizzare i nostri sogni» Da dipendenti a startupper, creano i pannelli solari "prêt-à-porter": «Abbiamo cambiato vita per realizzare i nostri sogni»

«La nascita della nostra prima nostra figlia e l'arrivo della pandemia ci hanno fatto dire "adesso o mai più"». Così Sara Plaga e Kim-Joar Myklebust, coppia nella vita e ora anche nell'impresa, nel 2020 hanno deciso di lasciare i rispettivi lavori e lo scorso giugno hanno fondato Levante. La loro startup sviluppa e produce pannelli fotovoltaici pieghevoli, in stile origami, fatti di materiali riciclati e rigenerabili a fine vita, da poter portare e utilizzare su barche e camper. Levante ha vinto il contest per progetti green di Geco Expo, la fiera in 3D sull'ecosostenibilità, nella categoria "Idee e startup da sostenere" . «Un importante traguardo, una soddisfazione per il duro lavoro del team in questi mesi e una conferma del nostro impegno verso la sostenibilità» commentano i due founder.

«Volevamo essere liberi e contribuire a un Pianeta migliore»

«L'idea è nata da un problema che abbiamo vissuto noi per primi. Siamo camperisti e velisti e nei nostri viaggi sentivamo il bisogno di avere accesso a energia ovunque fossimo» ci racconta Sara, 36 anni, co-founder e Ceo di Levante. Laurea in Bocconi, prima di avviare la startup, si occupava di product marketing e development per la divisione occhiali sportivi di Carl Zeiss. Kim, 34 anni, norvegese, laureato al Politecnico di Milano, lavorava invece come design engineer per case automobilistiche come Dallara.

«Dopo aver lavorato diversi anni come dipendenti per grandi aziende, volevamo portare avanti i nostri sogni, non realizzare quelli degli altri. E fare qualcosa di significativo per noi e per un Pianeta migliore» spiega Sara.

«Volevamo essere liberi come imprenditori e neogenitori di gestire le nostre priorità e di lavorare da ovunque lo desiderassimo, da una barca a vela o da un camper, dedicando il giusto tempo al lavoro e alla famiglia. La spinta irrefrenabile è stata il desiderio profondo di un cambiamento di vita».

Dall'idea all'impresa

Per validare l'idea, Sara partecipa allo Startup Builder, l'incubatore online di Startup Geeks. All'inizio la coppia finanzia il progetto, poi entra nell'acceleratore Zero di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), ottenendo così i fondi per sviluppare il prodotto.

«Abbiamo lanciato Levante a giugno 2021, con una bambina di otto mesi e una seconda in arrivo. Ora stiamo iniziando una fase di test su una barca a vela elettrica nel Mediterraneo e su un food truck elettrico con un'azienda di Torino». I pannelli, pieghevoli, modulari e compatti, sono realizzati in fibra di carbonio riciclata dall’industria automobilistica. Grazie alla tecnologia IoT integrata, l'utente può monitorarli e controllarli da remoto.

L'obiettivo di Sara e Kim non è solo favorire la mobilità green, ma anche consentire l'accesso all'energia pulita ovunque. «Per questo, stiamo avviando delle collaborazioni con alcune ONG per testare il prodotto sul campo nei Paesi in via di sviluppo».

Un consiglio alle giovani aspiranti imprenditrici?

«Ho pensato spesso che non ce l'avrei fatta, che non ero all'altezza, che stavamo facendo una pazzia a lasciare il "porto sicuro" del lavoro da dipendente. Quello che mi ha aiutato davvero è pensare alle conseguenze del mio

non agire: cosa mi stavo perdendo per colpa della paura di fare il salto?

Bisogna credere in se stesse, accettando l'insicurezza come parte del percorso. Per me, la paura e il rischio dell'esperienza imprenditoriale valevano la libertà della gestione del mio tempo e l'impatto che vogliamo creare. Quindi buttatevi, provate, aggiustate le vele al vento che cambia e troverete navigando la vostra rotta».

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