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L'e-commerce che vince con i vestiti usati dei bambini

Nei nostri articoli abbiamo più di una volta evidenziato come un’idea di business che vuole affermarsi sul mercato debba riuscire, innanzitutto, a rispondere ad un’esigenza avvertita da una comunità. I genitori, ad esempio, spendono un capitale per comprare vestiti ai loro figli, specie nei primi anni di vita. I bambini, infatti, crescono a vista d’occhio
L'e-commerce che vince con i vestiti usati dei bambini L'e-commerce che vince con i vestiti usati dei bambini

Nei nostri articoli abbiamo più di una volta evidenziato come un’idea di business che vuole affermarsi sul mercato debba riuscire, innanzitutto, a rispondere ad un’esigenza avvertita da una comunità.

I genitori, ad esempio, spendono un capitale per comprare vestiti ai loro figli, specie nei primi anni di vita.

I bambini, infatti, crescono a vista d’occhio e capita spesso che i completi acquistati siano inutilizzabili solo qualche mese dopo.

Un bel problema che obbliga i genitori a fare nuove spese e a accatastare negli armadi abiti appena usati e di qualità.

Uno spreco di denaro a cui oggi cerca di porre rimedio un’idea utile ed innovativa dell’imprenditore americano, Ryan Coyne.

La sua invenzione si chiama Spruceling e consiste in una piattaforma di e-commerce che consente ai genitori di vendere e comprare vestiti usati per i loro bambini.

Semplice ed immediato il funzionamento del sito.

Dopo aver aggiunto un’immagine ad ognuno degli abiti da vendere, i genitori che decideranno di fare uso del servizio, inseriranno il prezzo, la taglia, il brand e il tipo di abbigliamento.  Dopodiché Spruceling consiglierà un prezzo di vendita basato sulle informazioni che vengono introdotte.

Per essere sicuri che nessun compratore sia deluso, il sito adotta una politica a tolleranza zero nei confronti di chiunque provi a dire il falso sul prodotto che intende vendere: chi farà il furbo sarà infatti bannato per sempre dal sito.

Una volta acquistato il prodotto, il compratore avrà anche la possibilità di fare retro front, purché non siano passati oltre trenta giorni dalla consegna.

Delle procedure di spedizione se ne occuperà la stessa piattaforma che, a detta di  Coyne, prenderà “solo” il 40 % delle commissioni per le transazione, rispetto al 60% richiesto dalle aziende concorrenti.

Ti piace quest’idea? Pensi che possa davvero fare la differenza sul mercato?

Commenta qui con la tua opinione!

Redazione

 

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