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La Via Appia entra tra i luoghi Unesco 'Patrimonio mondiale dell'Umanità': opportunità per il turismo lento e la riscoperta del territorio.

La Via Appia, conosciuta come la Regina Viarum, ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Questo traguardo, raggiunto nella 46/a sessione del Comitato Unesco a Nuova Delhi, rappresenta il 60mo sito italiano ad essere incluso nella prestigiosa lista, rafforzando ulteriormente la posizione dell’Italia come leader mondiale nella tutela del patrimonio culturale. La
La Via Appia entra tra i luoghi Unesco 'Patrimonio mondiale dell'Umanità': opportunità per il turismo lento e la riscoperta del territorio. La Via Appia entra tra i luoghi Unesco 'Patrimonio mondiale dell'Umanità': opportunità per il turismo lento e la riscoperta del territorio.

La Via Appia, conosciuta come la Regina Viarum, ha ufficialmente ottenuto il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco. Questo traguardo, raggiunto nella 46/a sessione del Comitato Unesco a Nuova Delhi, rappresenta il 60mo sito italiano ad essere incluso nella prestigiosa lista, rafforzando ulteriormente la posizione dell'Italia come leader mondiale nella tutela del patrimonio culturale.

La Via Appia, con i suoi oltre mille chilometri che si estendono da Roma a Brindisi, è molto più di una semplice strada antica. È un crocevia di storia, cultura e civiltà, che ha visto passare condottieri, pellegrini e mercanti. La sua importanza storica e culturale è riconosciuta da secoli, come testimoniato dalle antiche fonti che la definivano "insignis, nobilis, celeberrima". Oggi, questo riconoscimento Unesco apre nuove prospettive per il turismo e lo sviluppo economico delle regioni attraversate.

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha espresso grande soddisfazione e orgoglio per questo traguardo, definendolo un punto di partenza per una vasta opera di valorizzazione. L'obiettivo è trasformare questo riconoscimento in un'opportunità di sviluppo socio-economico per le comunità locali. Il turismo lento, che combina storia, natura e cultura, è una strada promettente per rivitalizzare queste aree.

La Via Appia attraversa quattro regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia) e tocca 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni e 14 Parchi. Questo vasto territorio offre infinite possibilità per sviluppare itinerari turistici che permettano di riscoprire le bellezze paesaggistiche e storiche dell'Italia. Le amministrazioni locali, le università e le associazioni hanno già iniziato a lavorare insieme per creare nuove opportunità di business legate al turismo sostenibile.

Il sottosegretario Gianmarco Mazzi ha sottolineato l'importanza di questo successo non solo per il ministero della Cultura, ma soprattutto per i milioni di italiani che vivono lungo la Via Appia. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha celebrato questo riconoscimento affermando che "tutte le strade dell'Unesco portano in Italia" e che ora anche la Via Appia ne fa parte.

Questo riconoscimento non solo consacra la storia e l'identità italiana, ma rappresenta anche un impegno a preservare e valorizzare questo patrimonio per le generazioni future. Le iniziative come l'Appia Day, organizzato da Touring e Legambiente, con decine di eventi il 22 settembre, sono un esempio di come si possa promuovere un turismo consapevole e sostenibile.

La Via Appia, concepita inizialmente per scopi militari, è diventata fin da subito un asse fondamentale per le comunicazioni commerciali e culturali. Il suo tracciato, affiancato da monumenti funerari e servizi per i viaggiatori, era un modello di efficienza e innovazione che ha gettato le basi per il complesso sistema viario dell'Impero Romano, ancora oggi alla base delle moderne reti di comunicazione.

L'inclusione della Via Appia nel Patrimonio mondiale dell'Unesco rappresenta un'opportunità unica per riscoprire e valorizzare il territorio italiano attraverso un turismo lento e sostenibile, che possa combinare storia, cultura e natura, creando nuove opportunità economiche e sociali per le comunità locali.

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