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La nostra sedia surf fa impazzire gli americani

Progettano una sedia ispirata al mondo del surf. La realizzano con i loro risparmi e la promuovono in fiere del settore negli Stati Uniti: «È stato bello sentire gli Wow del pubblico americano di fronte al nostro prodotto» spiega Stella Salemi, 37 anni, designer fiorentina di Adesigns21. Ha ideato il progetto insieme a un altro
La nostra sedia surf fa impazzire gli americani La nostra sedia surf fa impazzire gli americani

Progettano una sedia ispirata al mondo del surf. La realizzano con i loro risparmi e la promuovono in fiere del settore negli Stati Uniti:

«È stato bello sentire gli Wow del pubblico americano di fronte al nostro prodotto» spiega Stella Salemi, 37 anni, designer fiorentina di Adesigns21.

Ha ideato il progetto insieme a un altro giovane designer, Alessandro Bicci, 32 anni.

Come nasce l’idea?

Abbiamo in comune la passione per il mare. Alessandro ama fare surf. Volevamo portare sul mercato un prodotto che ricordasse nella forma e nelle grafiche una tavola da surf, che desse la stessa adrenalina di quando si cavalcano le onde. Fare surf è in fondo uno stile di vita. Allora l'abbiamo progettato e fatto realizzare da aziende esperte del settore. Non senza difficoltà».

Quali sono i maggiori ostacoli che avete incontrato?

Di sicuro gli alti costi di realizzazione. Solo per lo stampo ci sono voluti 2.500 euro. Ogni sedia ci costa 500 euro (sul mercato il prezzo va dai 700 euro in su). Il problema è che le aziende italiane non investono su progetti innovativi e non abbassano i prezzi di produzione. Malgrado ciò, abbiamo deciso di privilegiare la qualità: produrre in Italia senza scegliere una sede estera per abbattere i costi».

Come state promuovendo il prodotto?

Facciamo tutto noi con il sostegno di un ufficio stampa. Una volta realizzato il prodotto abbiamo deciso di esportarlo. Ci siamo informati sulle principali fiere del settore e abbiamo partecipato al Surf Expo a Orlando (una delle fiere più importanti di abbigliamento del settore ndr). Lì c’è stato l’interesse dei primi clienti e buyer che hanno apprezzato la nostra linea».

Progetti per il futuro?

Puntare sulla personalizzazione e proporre il prodotto ad attività ricettive italiane e internazionali che potranno, su richiesta, inserire un logo o una grafica a loro scelta».

Consigli per chi vuole esportare la sua idea all’estero?

Fare una lista di possibili compratori e buyer interessati. Partecipare alle più importanti fiere del settore e invitarli a visionare il prodotto. Soprattutto nel design c’è bisogno di toccare con mano l’oggetto, viverlo. Il nostro errore è stato di partire senza avere prima selezionato e invitato potenziali compratori. Poi credere nel proprio prodotto e nella sua originalità. Se non lo fai, non puoi aspettarti che altri si interessino alla tua idea».

INFO: http://www.adesigns21.com/

Giancarlo Donadio

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