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La Commissione Europea chiede ad Airbnb le generalità degli ospiti

Con un approccio leggero alla regolamentazione degli affitti brevi, la Commissione Europea ha proposto che Airbnb e altre società di affitto di case a breve termine condividano i dati sul numero di persone che utilizzano le loro piattaforme.   La proposta dell’esecutivo dell’UE arriva quando destinazioni turistiche popolari come Venezia, Parigi e Barcellona incolpano proprio
La Commissione Europea chiede ad Airbnb le generalità degli ospiti La Commissione Europea chiede ad Airbnb le generalità degli ospiti

Con un approccio leggero alla regolamentazione degli affitti brevi, la Commissione Europea ha proposto che Airbnb e altre società di affitto di case a breve termine condividano i dati sul numero di persone che utilizzano le loro piattaforme.

La proposta dell'esecutivo dell'UE arriva quando destinazioni turistiche popolari come Venezia, Parigi e Barcellona incolpano proprio Airbnb di aggravare la carenza di alloggi, diminuendo così i posto letto per i residenti a basso reddito. Ma le città più piccole e le aree rurali vogliono attirare più turisti tramite piattaforme di affitto online, che rappresentano 1/4 di tutte le strutture ricettive nei 27 Paesi dell'Unione Europea. "Le nuove regole proposte contribuiranno a migliorare la trasparenza sull'identificazione e l'attività degli host di alloggi a breve termine, e sulle regole che devono rispettare, e faciliteranno la registrazione degli host" ha affermato la Commissione in una nota. La proposta della Commissione segna uno sforzo per affrontare il mosaico di diverse leggi nazionali in tutta l'UE che regolano Airbnb e i suoi rivali, cercando nel contempo di bilanciare gli interessi delle città e delle aree rurali. "Affronteranno anche l'attuale frammentazione nel modo in cui le piattaforme online condividono i dati e, in definitiva, aiuteranno a prevenire gli elenchi illegali. Nel complesso, ciò contribuirà a un ecosistema turistico più sostenibile e sosterrà la sua transizione digitale", continua il comunicato. La piattaforma di affitti dovrà trasmettere automaticamente una volta al mese le generalità degli ospiti. Le autorità monitoreranno i loro programmi e potranno applicare sanzioni in caso di non conformità. La proposta dovrà essere concordata con i Paesi e i legislatori dell’Ue prima di diventare legge. Secondo il progetto indipendente 

Inside Airbnb, che mappa la presenza degli annunci della piattaforma, la città italiana con la maggior concentrazione di annunci è Venezia. Gli annunci di Airbnb a Venezia sono quasi 7.988, seguita da Firenze, dove si contano oltre 11.138 annunci. La maggior parte degli annunci di Airbnb in termini di valore assoluto riguarda alloggi a Roma: sono 24.782. Seguono Milano (12.248), Napoli (7.520) e Bologna (3.895).

Proprio a Venezia, a causa degli affitti brevi, i residenti continuano a diminuire. Ecco quindi che oltre al ticket d’ingresso, Venezia sarà la prima città d’Italia a sperimentare un limite al boom degli affitti brevi per turisti grazie all’emendamento approvato a larga maggioranza e inserito nel dl aiuti passato alla Camera e ora in attesa del sì definitivo del Senato.

Stessa cosa per Firenze, che chiede una norma analoga al decreto Scia 2 del 2017 per contenere gli affitti turistici nel centro storico.

Il dibattito sul tema dell’overtourism continua a essere caldo e in divenire. Vedremo come si comporterà Airbnb, che intanto sta perfezionando l’algoritmo di ricerca per mostrare il prezzo totale, comprensivo delle commissioni, come le sempre più controverse spese di pulizia, nei risultati della ricerca.

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