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Italia: redditi più alti al Nord mentre il Sud fa fatica a riprendersi

La crescita economica più alta dal Dopoguerra è concentrata nel Nord Italia. I dati annuali sul reddito pubblicati dal dipartimento finanze mostrano un quadro chiaro della ripresa economica italiana: le regioni settentrionali, ancora una volta, guidano la corsa. Mappando gli imponibili, la Lombardia nel 2021 ha dichiarato un reddito medio annuale di €26.620, con una
Italia: redditi più alti al Nord mentre il Sud fa fatica a riprendersi Italia: redditi più alti al Nord mentre il Sud fa fatica a riprendersi

La crescita economica più alta dal Dopoguerra è concentrata nel Nord Italia. I dati annuali sul reddito pubblicati dal dipartimento finanze mostrano un quadro chiaro della ripresa economica italiana: le regioni settentrionali, ancora una volta, guidano la corsa.

Mappando gli imponibili, la Lombardia nel 2021 ha dichiarato un reddito medio annuale di €26.620, con una variazione annuale del 5.1 per cento (+3,4 per cento al netto dell’inflazione). Subito dopo ci sono liguri e toscani (+4,9 per cento, +3,2 per cento senza inflazione), mentre il Mezzogiorno si “ferma” in fondo alla classifica.

I dati

È l’economia pandemica e post a fare da ago della bilancia. Il crollo ha riguardato più intensamente città come Milano, danneggiando soprattutto il settore manifatturiero e dei servizi. Questo fa sì che lì i dati relativi alla ripresa siano più drammatici. La capitale mondiale della moda e del design con il ‘boom’ del 2021 registra 33.703 euro di dichiarazione media, un +6,1 per cento (+4,1 per cento reale) di aumento annuale.

Roma, in confronto, vive una crescita quasi dimezzata (+2,2 per cento al netto dell’inflazione, +4,1 per cento al lordo). Nel Lazio e le altre regioni del Sud, il reddito è più concentrato nel settore pubblico rispetto al Nord. Questo fattore pesa sulla crescita degli imponibili, livellando i numeri della ripresa.

Sardegna e Sicilia vanno poco meglio (rispettivamente +4 per cento; +2,4 per cento al netto dei prezzi  +4,1 per cento, +2,5 per cento reale). Calabria, Puglia e Campania sono più vicine alla media nazionale, che è del +4,5 per cento; 2,9 per cento al netto dell’inflazione.

L’Umbria è l’eccezione alla dinamica Nord-Sud: è la regione che registra un dato peggiore, dove le dichiarazioni Irpef presentano una scarsa percentuale di ripresa (1,4 nominale).

Il quadro che emerge dai dati è quello di un Paese dalla ricchezza frammentata, ancora idealmente divisa da una linea tracciata tra il meridione e il settentrione. Il divario - ormai macchiettistico - è una sfida per il governo nei suoi piani di ripresa e resilienza.

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