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Il rientro dei cervelli: i talenti che tornano in Italia

È tra i primi autori di una ricerca che ha portato alla scoperta di una proteina capace di bloccare la diffusione delle metastasi dal tumore al seno. Rossella Lucà, 30 anni, ricercatrice siciliana, rappresenta un caso atipico di talento italiano: dopo cinque anni di dottorato presso un’università belga ha deciso di tornare in Italia per
Il rientro dei cervelli: i talenti che tornano in Italia Il rientro dei cervelli: i talenti che tornano in Italia

È tra i primi autori di una ricerca che ha portato alla scoperta di una proteina capace di bloccare la diffusione delle metastasi dal tumore al seno.

Rossella Lucà, 30 anni, ricercatrice siciliana, rappresenta un caso atipico di talento italiano: dopo cinque anni di dottorato presso un’università belga ha deciso di tornare in Italia per affermare qui i suoi studi. Tra qualche giorno inizierà a lavorare presso il CNR (Consiglio nazionale delle ricerche). L’abbiamo intervistata per conoscere la tua storia.

Qual è la tua invenzione?

C’è una proteina che si chiama FMRP che quando manca nel cervello causa ritardi mentali e problemi autistici. Tuttavia, la stessa proteina, se bloccata, impedisce la formazione delle metastasi nel tumore al seno, che fino a oggi sono la principale causa di morte nelle donne che ne sono affette».

Come è stata accolta la scoperta?

Inizialmente con molta diffidenza. Anche nella ricerca ufficiale si va avanti secondo dogmi e logiche di potere che sono contrarie all’innovazione. Ma con tanta determinazione siamo riusciti a farla pubblicare: ci sono voluti ben tre anni ma ce l’abbiamo fatta».

Perché sei tornata in Italia?

Perché sono convinta che qui ci siano alcune delle menti migliori, giovani preparati, ricercatori in gamba che, malgrado la mancanza di fondi e strutture, si rimboccano le maniche per dare prestigio alla ricerca italiana. Bisogna dare un segnale di rilancio del Paese e deve partire da ognuno di noi».

Come si fa ad affermare un’idea innovativa?

Lo si fa solo credendo fortemente in se stessi. I momenti di sconforto sono tanti, nella ricerca così come nel mondo del business. Credo che le logiche siano le stesse. Poi bisogna essere fiduciosi e guardarsi intorno: oggi i sistemi di crowdfunding permettono a tutti di ottenere soldi per dare vita a un’idea. Infine, prepararsi allo scontro: un’innovazione avrà sempre dei nemici che proveranno a bloccarla. In questi casi servono coraggio e perseveranza. Due qualità che alla fine sanno ripagarti di ogni sforzo».

La storia di Rosella ci è stata suggerita da Cinzia Ficco di Tipitosti.it

Giancarlo Donadio

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