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Il preside agli studenti: «Quest'estate dimenticate il cellulare e fate nuove amicizie»

“Riposatevi e divertitevi, tenete un diario, pulite un tratto di spiaggia, coltivate amicizie e dimenticate il cellulare”. Sono questi, in sintesi, i compiti delle vacanze che un dirigente scolastico di Settimo Milanese ha assegnato ai suoi studenti, con una circolare pubblicata sul sito della scuola che sta conquistando il web. L’autore è Andrea Bortolotti, ex
Il preside agli studenti: «Quest'estate dimenticate il cellulare e fate nuove amicizie» Il preside agli studenti: «Quest'estate dimenticate il cellulare e fate nuove amicizie»

"Riposatevi e divertitevi, tenete un diario, pulite un tratto di spiaggia, coltivate amicizie e dimenticate il cellulare". Sono questi, in sintesi, i compiti delle vacanze che un dirigente scolastico di Settimo Milanese ha assegnato ai suoi studenti, con una circolare pubblicata sul sito della scuola che sta conquistando il web. L'autore è Andrea Bortolotti, ex professore di storia e filosofia al liceo scientifico, oggi preside dell'Istituto comprensivo di Settimo Milanese. Che ai ragazzi delle scuole medie chiede di trascorrere l'estate seguendo il suo programma in sette punti:

1. «Riposatevi e divertitevi 2. Coltivate le amicizie. Eventualmente anche nuove 3. Se potete viaggiare, fatelo 4. Poiché comunque potete ascoltare, guardare e leggere, fatelo: in particolare ascoltate musica, guardate film, leggete libri e fumetti e parlatene con i vostri amici. 5. Tenete un diario, scrivete agli amici, preferibilmente lettere o e-mail 6. Pulite un tratto di spiaggia, di prato o di bosco. Nei casi disperati, cominciate pure da camera vostra 7. Dimenticate spesso il cellulare da qualche parte. Nei casi disperati, dimenticatelo una sola volta. Nel secchiello del ghiaccio, con molto ghiaccio».

Come ha spiegato Bortolotti al Corriere della Sera, la sua non è una crociata contro i classici compiti delle vacanze. «Facciamo soltanto quelli che servono. Il ripasso si può organizzare in classe nei primi giorni di scuola» ha detto al quotidiano. Ma quello che più conta sono le «esperienze di cultura, socialità, impegno», le competenze che i ragazzi possono sviluppare solo fuori dalla scuola e «il valore della vacanza».

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