Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Dark Mode Light Mode

Il marketplace delle esperienze

«Escursioni in montagna, cavalcate nei boschi, arrampicate, rafting, kayak, kitesurf, parapendio, escursioni in barca, ciaspolate: l’offerta di queste attività su tutto il territorio nazionale è sorprendente e capillare. Ma non è ben promossa e, soprattutto, non sfrutta il digitale».   Michele Mezzanzanica, background da analista finanziario, Manuel Siclari, digital marketer e Simone Ferlisi, informatico, hanno
Il marketplace delle esperienze Il marketplace delle esperienze

«Escursioni in montagna, cavalcate nei boschi, arrampicate, rafting, kayak, kitesurf, parapendio, escursioni in barca, ciaspolate: l’offerta di queste attività su tutto il territorio nazionale è sorprendente e capillare. Ma non è ben promossa e, soprattutto, non sfrutta il digitale».

Michele Mezzanzanica, background da analista finanziario, Manuel Siclari, digital marketer e Simone Ferlisi, informatico, hanno creato Freedome, marketplace che mette in contatto chi offre attività outdoor con chi le cerca. Il catalogo più grande d’Italia, sostengono, con 1.800 offerte fornite da circa 550 operatori. Nata nel 2019, ha avuto difficoltà nel 2020, poi un boom nel 2021 con un transato di 1,7 milioni di euro in 8 mesi. Modello di business: commissione sulle esperienze vendute dal il loro sito. A oggi 35mila persone le hanno acquistate.

Michele Mezzanzanica, Manuel Siclari e Simone Ferlisi, founders di Freedome.

«La prima cosa che abbiamo fatto è stata mappare il mercato: abbiamo individuato i vari operatori con una ricerca sul Web, poi li abbiamo intervistati uno a uno per capire quali fossero i loro bisogni. A luglio 2019 è stata creata la società e lanciata la prima versione della piattaforma». Il feedback degli utenti è positivo e Michele decide di lasciare il suo lavoro. Nel frattempo Simone, che li aveva aiutati a costruire la piattaforma, si unisce a loro.

«I primi tempi ci siamo autofinanziati (circa 30mila euro). A dicembre 2019 abbiamo ricevuto un preseed da angel investor di 140mila euro. Dopo un programma di accelerazione con Social Fare (incubatore certificato del Mise che investe in startup a impatto sociale, ndr) è arrivata la pandemia. «In quei mesi si è affacciato un altro attore che per noi è stato fondamentale: l’incubatore i3P del Politecnico di Torino, che ci ha fornito una consulenza strategica e il contatto con gli investitori». A luglio 2021 i tre soci chiudono un round di 600mila euro. «La sfida? Far capire alle tante microimprese che lavorano sull’outdoor l’importanza di diventare digitali».

Articolo pubblicato su Millionaire maggio 2022

Resta aggiornato con le notizie più importanti

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Privacy Policy
Articolo precedente
Le nuove imprese del turismo

Le nuove imprese del turismo

Articolo successivo
Con i big data?  Ci ho fatto un’exit

Con i big data? Ci ho fatto un’exit

Advertisement
Advertisement

Consigliati per te

Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro Boom del Tech italiano: ricavi oltre 15 miliardi di euro
OGR porta 15 scaleup italiane verso i mercati globali OGR porta 15 scaleup italiane verso i mercati globali
Innovation Training Summit: le startup riscrivono le regole Innovation Training Summit: le startup riscrivono le regole
Innovazione: Roma studia, Milano scala, Torino costruisce Innovazione: Roma studia, Milano scala, Torino costruisce
Medio Oriente: gli impatti della crisi su PMI e startup Medio Oriente: gli impatti della crisi su PMI e startup
Le imprese guidate da donne crescono (e innovano) Le imprese guidate da donne crescono (e innovano)
Fondare una startup o creare strumenti per mantenerle in vita? Fondare una startup o creare strumenti per mantenerle in vita?
Prima il metodo, poi il mercato Prima il metodo, poi il mercato