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I soldi fanno la felicità?

Le differenze generazionali si misurano anche sul campo dell’approccio ai temi finanziari. Lo evidenzia il report relativo all’indagine commissionata da Invesco e condotta da Bva-Doxa su 800 persone in tutta Italia, distinte in Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z. I giovanissimi della Gen Z guardano al futuro con un certo ottimismo. La mancanza di denaro non
I soldi fanno la felicità? I soldi fanno la felicità?

Le differenze generazionali si misurano anche sul campo dell’approccio ai temi finanziari. Lo evidenzia il report relativo all'indagine commissionata da Invesco e condotta da Bva-Doxa su 800 persone in tutta Italia, distinte in Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z.

I giovanissimi della Gen Z guardano al futuro con un certo ottimismo. La mancanza di denaro non è un dramma per loro ma il 39% concorda con l’affermazione “i soldi fanno la felicità”. Questi giovani però non hanno ancora acquisito la capacità di essere investitori o risparmiatori. Una visione maggiormente proiettata verso il futuro è quella dei Millennials, che pensano al denaro come strumento progettuale per metter su famiglia o casa. Il risparmio, così come gli investimenti, per loro sono strumento per poter poi spendere. 

La percentuale di coloro che sono d’accordo con l’affermazione “i soldi fanno la felicità” sale, tra i Millennials, al 49% e per il 67% di loro saper gestire il proprio denaro è diventato imperativo. Integrare il reddito da lavoro e diversificare le uscite è invece l’esigenza della Gen X, con l’obiettivo di mantenere un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

Tra i Boomers prevale la voglia di stabilità. Realisticamente consci dell’incertezza dei tempi attuali e del futuro che rischia di assottigliare redditi e risparmi, per il 77% di loro è fondamentale saper gestire il proprio denaro. Nonostante queste differenze, quello che accomuna tutte le generazioni, oltre al senso di incertezza e di instabilità legata a situazioni congiunturali, è anche la consapevolezza della necessità di formarsi una cultura in materia finanziaria. 

Se per tutti il denaro appare come strumento di autonomia, di soddisfazione personale, di visione del come si starà in un futuro che è un orizzonte temporale limitato a 7 anni, per tutti è necessaria la giusta formazione anche in questo settore per riuscire a prendere decisioni consapevoli che contribuiranno a dare forma a questo futuro.

L’ 81% dichiara di informarsi in ambito finanziario, ma come lo fa? Da questo punto di vista, emerge un grande vuoto. Gen Z e i Millennials, utilizzano i social network, dove sono nate le figure dei FinInfluencers, con un carattere prettamente informativo, che non determina la scelta di fare o di agire nel target di riferimento: brevi pillole di nozioni, come si addice a questo tipo di media.

Boomers, Generazione X e anche Millennials si rivolgono ai consulenti finanziari mentre i siti web dedicati o quelli delle banche sono utilizzati come fonte di informazioni e di approfondimento da Boomers e Gen X.  Si avverte però che c’è ancora molto da fare. Il 60% degli intervistati ha affermato che servirebbe un linguaggio in grado di restituire un’immagine meno rischiosa dell’argomento, che faccia apparire il risparmio non come una cosa obsoleta, l’investimento non come un azzardo ma come un rischio, senza spaventare. Per tutte le generazioni, l’esigenza è quella di incontrare un linguaggio meno tecnicistico, che affronti le tematiche finanziarie in maniera più semplice e dunque con una modalità più accessibile.

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