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Howard Schultz agli studenti della Bocconi: "Non accontentatevi, non arrendetevi. I sogni si avverano"

«I sogni possono avverarsi». Ecco il messaggio ai giovani di Howard Schultz, presidente ed ex Ceo di Starbucks, la multinazionale delle caffetterie che aprirà il primo negozio a Milano il 7 settembre. Schultz ha parlato ieri sera agli studenti dell’università Bocconi. Ha raccontato aneddoti sulla sua carriera e dispensato consigli ai futuri imprenditori e manager.
Howard Schultz agli studenti della Bocconi: "Non accontentatevi, non arrendetevi. I sogni si avverano" Howard Schultz agli studenti della Bocconi: "Non accontentatevi, non arrendetevi. I sogni si avverano"

«I sogni possono avverarsi». Ecco il messaggio ai giovani di Howard Schultz, presidente ed ex Ceo di Starbucks, la multinazionale delle caffetterie che aprirà il primo negozio a Milano il 7 settembre. Schultz ha parlato ieri sera agli studenti dell'università Bocconi. Ha raccontato aneddoti sulla sua carriera e dispensato consigli ai futuri imprenditori e manager. Ecco i suoi insegnamenti.

I sogni si avverano: dalle case popolari di Brooklyn a Starbucks

Schultz ha ricordato il suo primo viaggio in Italia, nel 1983, quando rimase affascinato dai numerosi bar di Milano e pensò di replicare l'idea negli Stati Uniti. «Tutti pensavano che fossi un pazzo». Allora aveva 30 anni e Starbucks contava appena 4 negozi a Seattle. Ma Schultz era determinato: voleva diffondere la cultura del caffè italiano negli States. Oggi la multinazionale ha più di 29mila negozi e 360mila dipendenti in tutto il mondo. Ma non è stato così semplice. «Se vi portassi nelle case popolari dove sono cresciuto, in un posto che è molto distante da qui, e vi chiedessi: "Che probabilità ci sono di arrivare da lì a qui?" Pochissime, ma può succedere. Io sono la prova vivente che è possibile. E sono qui oggi per dirvi di credere che possa succedere anche a voi. Non è una scalata semplice però, e ci vogliono grandi sacrifici per mantenere la propria visione imprenditoriale e il proprio sogno». . 

Leggi qui la sua incredibile storia.

Niente è impossibile: non arrenderti e impegnati ogni giorno

Cercando i primi investitori, negli anni '80, Schultz ha dovuto affrontare numerosi rifiuti. Un giorno, il padre di sua moglie Sheri lo prese in disparte e gli disse: «Ascolta, adoro quello che stai cercando di fare, ma mia figlia è incinta di otto mesi e sta ancora lavorando, e tu hai un hobby. Ti rispetto, davvero, ma è tempo di trovare un lavoro». Schultz si sentì affranto e imbarazzato, pianse, ma poi la moglie lo incoraggiò ad andare avanti.

La lezione? «Sposare il partner giusto» ha scherzato Schultz. Ma, battute a parte, il messaggio è che «puoi scoraggiarti ma non devi fermarti. E non permettere a nessuno, nemmeno a tua madre e tuo padre, di dirti che i tuoi sogni non possono avverarsi. Possono realizzarsi, ma ricorda che il successo non è un diritto. Deve essere guadagnato ogni giorno... Non abbracciare lo status quo, anche quando ce l'hai fatta. Non accontentarti. Ogni giorno fai cose che ti portino gioia, ti mettano alla prova e facciano la differenza nel mondo».

Puoi rendere il mondo un posto migliore

L'ex Ceo di Starbucks ha sottolineato anche la centralità dei leader di impresa nella società. «Penso che la nostra responsabilità come imprenditori non sia solo quella di costruire un business e di sognare in grande, ma anche di restituire alle altre persone... Non possiamo aspettare che il governo risolva tutti i nostri problemi. È nostra responsabilità restituire alle nostre comunità... Un cliente oggi acquista un prodotto o un servizio basandosi non solo sul prezzo o sulla convenienza. Oggi molti clienti vogliono supportare un'azienda i cui valori siano compatibili con i propri».

Schultz ha incoraggiato gli studenti a pensare sempre al proprio ruolo di cittadini: «C'è molta ingiustizia nel mondo. Con il successo arriva la responsabilità. Non possiamo avere un mondo in cui lasciamo indietro milioni di persone. Non possiamo avere un mondo in cui ci siano disperazione e sofferenza per milioni di persone... In che tipo di paese vuoi vivere? In che tipo di mondo vuoi vivere? Ognuno di noi, individualmente e collettivamente, come può rendere il nostro mondo un posto migliore?».

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