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Google premia i ricercatori italiani

C’è un’Italia di cui andare molto orgogliosi. È quella di tanti ricercatori universitari che sanno farsi valere nel mondo. E non solo quando emigrano. È il caso di Antonio Pescapé, 41 anni, campano, coordinatore di un progetto presso il Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Napoli, Federico II. Il suo Ubica,
Google premia i ricercatori italiani Google premia i ricercatori italiani

C’è un’Italia di cui andare molto orgogliosi. È quella di tanti ricercatori universitari che sanno farsi valere nel mondo. E non solo quando emigrano. È il caso di Antonio Pescapé, 41 anni, campano, coordinatore di un progetto presso il Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Napoli, Federico II.

Il suo Ubica, ricerca che intende mappare i contenuti Web censurati nel mondo, si è aggiudicato il premio, Google Faculty Research Award, che la multinazionale americana destina per supportare gli studi accademici di alto valore sociale nel campo della tecnologia.

Tradotto in cifre: 70mila dollari (circa 54mila euro) che serviranno ad Antonio e al suo team di giovani, studenti e dottorandi, per sviluppare l’idea e divulgarla all’esterno.

L’abbiamo intervistato.

Cos'è Ubica?

Ubica è un acronimo che sta per analisi della censura su Internet da parte dell’utente. La novità rispetto ad altre ricerche simili è che è l’utente il centro dell’indagine. L’idea è l'evoluzione di un’indagine precedente nella quale ci siamo occupati delle condizioni di accessibilità ai contenuti Web nel nostro Paese».

 Come farete a misurare i fenomeni di censura nel mondo?

Lavoreremo sulla partecipazione degli utenti, in crowdsourcing. Abbiamo creato un client che l’utente di ogni nazione potrà scaricare collegandosi al nostro server centrale. Lui stesso accederà a una serie di contenuti Web a rischio e, nei casi di censura, le informazioni saranno registrate sul server che provvederà alla mappatura».

Come troverete gli utenti per fare i test?

Qui sta la vera sfida, considerando che in molti Paesi, Cuba, Cina, tanto per citarne alcuni, l’attività potrebbe essere molto rischiosa per chi accetta l’incarico. Contiamo sulla forza divulgativa di Google che darà una spinta decisiva in fase di promozione. Da lì in poi siamo sicuri che arriveranno volontari».

INFO: http://wpage.unina.it/pescape/

Giancarlo Donadio

(Fonte foto utente flickr  WilliamMarlow)

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