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Girls in Tech: ecco le donne italiane che fanno innovazione

«Anche le donne esistono e hanno un ruolo nel mondo dell’innovazione italiano» spiega a Millionaire Anna Sargian, 27 anni, piemontese, analista finanziario in Astor Sim e tra i fondatori di Startupparty. Anna è tra le promotrici di Girls in Tech Italy, movimento cha ha l’obiettivo di mappare tutte le startup italiane fondate da donne e
Girls in Tech: ecco le donne italiane che fanno innovazione Girls in Tech: ecco le donne italiane che fanno innovazione

«Anche le donne esistono e hanno un ruolo nel mondo dell’innovazione italiano» spiega a Millionaire Anna Sargian, 27 anni, piemontese, analista finanziario in Astor Sim e tra i fondatori di Startupparty.

Anna è tra le promotrici di Girls in Tech Italy, movimento cha ha l’obiettivo di mappare tutte le startup italiane fondate da donne e offrire percorsi di formazione gratuiti per future imprenditrici:

La lista del primo anno contiene circa 50 fondatrici. Quest’anno speriamo di raddoppiare».

E sfogliandola si trovano tante ragazze che si sono affermate a livello internazionale: c’è la pluripremiata Francesca Romano Ceo di Atooma, app che consente agli utenti di costruire mini applicazioni. Ne abbiamo parlato qui. Elena Favilli e Francesca Cavallo, italiane che a San Francisco sviluppano il loro fortunato progetto: Timbuktu Magazine, giornale digitale dedicato ai bambini.

Rispetto allo scorso anno, è stato più facile trovare startup tecnologiche fondate da donne. Abbiamo notato che c’è un netto miglioramento della qualità, soprattutto nella presentazione delle idee di business».

Oggi la lista è ancora in fase di preparazione. Chiunque volesse iscriversi può farlo entro il 25 febbraio, collegandosi qui.

Quali sono i vantaggi per chi ne fa parte?

È una grande opportunità di visibilità. Ci occupiamo di far circolare la lista all’estero, tra tutti i capitoli di Girls in Tech nel mondo (Asia, America, Nord Africa…). Lo scorso anno è stata condivisa 10mila volte sui social. Poi chi ne fa parte diventa anche una fonte di ispirazione per altre donne che vogliono provare ad avvicinarsi al settore da protagoniste».

Cosa si può fare per avvicinare le donne al settore delle startup innovative, dominato oggi dagli uomini?

Bisogna sensibilizzare la parte più giovane, far capire che l’informatica, l’ingegneria non sono scelte destinate esclusivamente agli uomini. Poi c’è un altro discorso che parte dalle donne: devono credere di più nelle loro capacità, capire che sono all’altezza della situazione. In questo campo si afferma chi non si fa influenzare e prosegue per la sua strada. Rispetto agli uomini le donne tendono a mettersi di più in discussione. È giusto farlo, ma quel tanto che basta per migliorarsi e non per distruggersi».

INFO: http://www.girlsintech.it/

Giancarlo Donadio

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